domenica, 25 Settembre 2022

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    HomeTrevigianoTreviso OvestQuinto, vittorie per il Comitato Aereoporto Stop Ampliamento

    Quinto, vittorie per il Comitato Aereoporto Stop Ampliamento

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    La situazione rimane critica e continuano le battaglie, ma il comitato comincia a vedere riconosciuto il proprio impegno

    A Quinto di Treviso la situazione continua ad essere critica. Il Comitato Aeroporto Treviso Stop Ampliamento però incomincia a vedere riconosciuto il proprio impegno: infatti, il ricorso straordinario che l’organizzazione, unitamente a Legambiente e Italia Nostra, ha presentato al capo dello Stato per l’annullamento del parere positivo alla valutazione di impatto ambientale al Masterplan concesso dalla Commissione V.I.A. e firmata dal Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, sta acquisendo sempre maggior visibilità, probabilmente anche grazie alla partecipata assemblea pubblica avvenuta lo scorso 10 giugno.

    In occasione dell’evento, infatti, il Comitato aveva avuto modo di incontrare i numerosi cittadini di Quinto di Treviso e di Treviso che hanno partecipato alla riunione, a cui ha partecipato anche l’avvocato Matteo Ceruti, rappresentante del Comitato nella presentazione del ricorso al Tar veneto e specializzato in diritto ambientale, che ha potuto dar seguito alle numerose domande che i cittadini hanno rivolto in merito alla preoccupante situazione. 

    Il ricorso è stato proposto in opposizione al progetto di ampliamento dell’aeroporto Canova – ha spiegato il legale in un’intervista rilasciata a Radio Veneto 1 –, che il Ministero della Transizione ecologica ha fatto oggetto di un provvedimento positivo di valutazione di impatto ambientale, ancora nel marzo dello scorso anno. Il ricorso del Comitato ne chiede l’annullamento, perché si ritiene che vi siano gravi e diverse problematiche che non sono state correttamente valutate, in un contesto caratterizzato da una densità abitativa elevata, di 1500 abitanti per kmq, quale quello in cui si trova appunto l’aeroporto”.

    Masterplan del Canova

    L’obiettivo del ricordo è dunque quello di ottenere l’annullamento del provvedimento riguardante il Masterplan del Canova. “Si passerebbe da 6300 mobilitazioni tra atterraggi e decolli a 22500 voli al 2030 – continua Ceruti –, questo con un aumento significativo di impatto acustico, atmosferico e con dei rischi anche legati alla sicurezza pubblica. Al confine con l’aeroporto poi, c’è il parco naturale del Sile, un sito di grande importanza ambientale. Già oggi i limiti di inquinamento acustico sono al limite, l’ampliamento del traffico comporterebbe un ulteriore aggravamento della situazione. E’ previsto un aumento del 30% della popolazione esposta a livelli di inquinamento molto significativi, di 65 decibel. La valutazione di impatto ambientale quindi si discostata molto da quella che dovrebbe essere il suo spirito fondamentale”.

    Per ovviare ai problemi di inquinamento acustico, era stato proposto un piano di contenimento e abbattimento del rumore, un piano di risanamento acustico. Questo sarebbe intervenuto su tutti coloro che fossero risultati vittime di questa forma di inquinamento, ricorrendo a cappotti isolanti per gli edifici maggiormente esposti. “L’intervento sui ricettori è soltanto l’estrema ratio – commenta l’avvocato –, bisogna anzitutto intervenire sulla sorgente rumorosa. Soltanto alla fine bisognerebbe intervenire sulle vittime e sui ricettori, ma questi limiti invece sono stati violati”.

    La battaglia del Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto Canova, dunque, continua, nella speranza che dalle istituzioni giunga presto una risposta risolutiva.

    Gaia Zuccolotto

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