sabato, 13 Agosto 2022

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    A Treviso mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini

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    A Treviso mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini nell’80° anniversario del campo di Monigo. Di seguito il testo.

    Il Consiglio Comunale di Treviso

    ricordato

    – che il 24 maggio del 1924 il Consiglio Comunale ha conferito la cittadinanza onoraria di Treviso a Benito Mussolini e che tale concessione non risulta essere mai stata revocata;

    -che Benito Mussolini è stato prima il massimo responsabile delle formazioni fasciste e poi il dittatore del regime fascista e che gli sono quindi ascrivibili le responsabilità politiche di aggressioni, torture e omicidi di oppositori politici, della soppressione delle libertà civili, sociali e politiche, delle guerre di aggressione coloniale, delle infami leggi razziali, dell’alleanza col nazismo e con Hitler, con il quale condivide la responsabilità delle tragedie della seconda guerra mondiale che ha portato lutti, distruzione e miseria nel nostro Paese;

    considerato

    – che anche a Treviso furono numerose le persone che subirono aggressioni e violenze o addirittura persero la vita per essersi opposti al regime fascista o anche solo perché simpatizzavano per altre forze politiche, a cominciare da Giovanni Girotto, il giovane tranviere assassinato da squadristi fascisti il 15 giugno 1924 (poco più di venti giorni dopo la riunione del Consiglio Comunale che conferì la cittadinanza onoraria a Mussolini e cinque giorni dopo l’assassinio a Roma di Giacomo Matteotti);

    – che anche recentemente si sono verificati gravi episodi di violenza fascista in diverse città d’Italia e che aggressioni di stampo neofascista e neonazista si sono costantemente susseguiti nel tempo nella nostra città, anche in anni non lontani;

    – che l’apologia del fascismo richieda risposte chiare da parte delle istituzioni di qualsiasi livello, ciascuna per le responsabilità che è chiamata a esercitare;

    visto

    – che la cittadinanza onoraria è uno dei massimi riconoscimenti della Città di Treviso che viene concesso a chi si sia distinto con azioni di grande rilievo per la comunità civile;

    – che è in corso in Europa una guerra e che Mussolini è stato responsabile anche dell’alleanza con il regime nazista di Hitler che ha portato i giovani italiani a combattere e perdere la vita in sanguinose guerre di aggressione (come quella subita oggi dall’Ucraina) in mezza Europa, anche in quelle terre che oggi sono teatro di un nuovo conflitto;

    – che quest’anno cade il centesimo anniversario della “marcia su Roma” con cui il fascismo iniziò la propria ascesa al governo del Paese e che questo anniversario merita una risposta da parte della comunità civile trevigiana all’insegna della netta condanna di quella vicenda storica;

    – che l’intellettuale Boris Pahor (ben più nobile detentore della cittadinanza onoraria di Treviso), recentemente scomparso, spiegava: “Mi dicono: perché non lasciare che le nuove generazioni costruiscano il futuro a prescindere da quegli orrori? Io dico che ricordare è un dovere perché altrimenti il passato e l’orrore ritornano. Perché i costruttori del disordine sono pronti a occupare ogni varco di silenzio per manipolare la storia e costruire altri revanscismi su quelle manipolazioni”;

    – la revoca di un precedente atto amministrativo nulla “toglie” alla storia della città ma, al contrario, a quella storia “aggiunge” un nuovo elemento di consapevolezza storica, di scelta democratica, di visione di un futuro che non può continuare ad annoverare il neofascismo e il neonazismo tra le ideologie che nutrono vecchie e nuove generazioni senza che ciò sia oggetto di una sanzione politica negativa che rinnova quella del dettato costituzionale;

    ritenuto

    – che siano del tutto inconciliabili con la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini gli elementi costitutivi e caratteri della Comunità così sanciti all’art. 1 dello Statuto del Comune di Treviso: “Treviso, città martire nei due conflitti mondiali e decorata di medaglia d’oro al valor militare per il ruolo svolto durante la Resistenza, rinnovando la millenaria tradizione di libertà che si è espressa nella forma dei liberi comuni e nell’aggregazione alla Repubblica di Venezia, assume come valori fondamentali i principi della Costituzione repubblicana. Il Comune di Treviso ispira la propria azione ai supremi principi della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, della giustizia e della solidarietà e persegue il bene dei propri cittadini senza discriminazioni politiche, religiose, razziali, etnico-linguistiche, sessuali, sociali. E’ custode dei valori culturali e delle tradizioni democratiche che, dall’età comunale al Risorgimento e alla Resistenza, hanno improntato la storia della propria gente fino ai giorni nostri.”;

    – che sia del tutto incompatibile con la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini la motivazione della Medaglia d’oro al Valor Militare conferita il 10 gennaio 1950: ”Fiera delle sue tradizioni di libertà che già ne fecero centro attivissimo del Risorgimento Nazionale; supremo baluardo della Patria sulle rive del Piave nella guerra 1915 – 1918; sollevò dalle sventure dell’8 settembre 1943 la fiaccola della resistenza; eccitò alla lotta contro il tedesco invasore; organizzò le prime schiere armate della pianura e della montagna; fu per tutto il periodo della dominazione straniera, l’anima di una resistenza indomabile di popolo e di brigate partigiane, spiegando energie combattive e capacità direttive in tutta la regione veneta. Dilaniata nelle carni dei suoi figli caduti davanti ai plotoni d’esecuzione nemici; distrutta nei suoi edifici; bagnata nelle sue piazze dal sangue di vittime innocenti, lasciò alla storia d’Italia 248 caduti e 144 feriti partigiani; 10.261 internati e deportati politici; 1600 uccisi e 350 feriti per bombardamenti e il ricordo delle epiche gesta della sua insurrezione, allorché il popolo, accorso tra le rovine di 3783 case distrutte, combatté al fianco dei partigiani, unito a loro in un unico slancio di fede e di libertà.”;

    DELIBERA di revocare la cittadinanza onoraria di Treviso a Benito Mussolini.

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