sabato, 13 Agosto 2022

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    Turismo, veneti e padovani restano in regione

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    7 veneti su 10 scelgono di rimanere in regione per le vacanze. Bertin: “scelte che stanno favorendo le nostre città”

    E’ un’estate autarchica quella che si stanno “autoimponendo” gli italiani. Autarchica, perché anche prendere un aereo è diventato esercizio ad alto rischio (di rimanere a terra) e poi perché mai come quest’anno c’è un’attenzione particolare al portafogli.

    A conferma di questo c’è un sondaggio di Unioncamere e Confcommercio Veneto che non lascia spazio a dubbi: quasi 7 veneti su 10 hanno dichiarato che trascorreranno le ferie e il proprio tempo libero in regione, spostandosi almeno 3-4 volte da casa per una gita fuori porta ma comunque dentro i confini del Veneto, con una spesa media stimata di quasi 600 euro. Poco più della metà ha invece annunciato che viaggerà in Italia, spendendo un migliaio di euro; mentre solo meno di uno su cinque (18%) andrà all’estero spendendo circa 1.500 euro.

    Le “auto restrizioni” che i vacanzieri si imporranno a causa dei rincari, secondo Federalberghi Confcommercio, prevedono innanzitutto le notti (dalle 4 alle 7) e poi la limitazione di aperitivi e drink, si andrà meno a far pranzi e cene al ristorante e si privilegeranno invece le tradizionali serate casalinghe con amici. Anche la spesa sarà più cara in questa estate 2022.

    La riscoperta dell’Italia

    I dati di Federalberghi nazionale – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – ci confermano che gli italiani hanno riscoperto l’Italia (il 90% rimarrà all’interno dei confini nazionali), che trovano gratificante programmare la vacanza nel proprio Paese e che questa è una scelta che, riconducendo il dato dal generale al particolare, sta privilegiando anche una città come Padova oggi più appetita anche grazie alla risonanza dell’attribuzione del sigillo Unesco ad Urbs Picta”.
    Ovviamente, immutabile nel tempo, è il mare che cattura i maggiori consensi (lo preferiscono 3 su 4), seguito dalla montagna (poco più di 1 su 10) e dalle città d’arte (circa il 6%).

    A pesare sulle scelte dei veneti e dei padovani anche la guerra tra Russia e Ucraina. Infatti solo uno su sei dei vacanzieri di casa nostra ha dichiarato di non essere stato condizionato dalla guerra nella scelta della destinazione per le vacanze.
    E questo – continua Bertinriguarda anche coloro che hanno puntato su destinazioni estere privilegiando un mare di “prossimità” qual è, ad esempio, la costa croata”.
    C’è però una percentuale non trascurabile di veneti e padovani che resterà a casa per motivi economici e/o familiari.

    Siamo nell’ordine di tre abitanti della provincia su dieci – conclude il presidente dell’Ascom Confcommercio – che non faranno vacanza da qui a settembre, non solo per motivi economici ma anche per motivi familiari, per impedimenti di salute, per paura di nuovi contagi da coronavirus, per timori legati alla sicurezza quali attentati e terrorismo e per impegni di lavoro.”
    Insomma, la voglia di vacanza c’è, soprattutto dopo due anni di stop forzato, ma è una voglia che deve ancora fare i conti con una pandemia che, seppur mitigata, non sembra affatto voler abbandonare il campo e con difficoltà economiche legate in buona parte all’esplosione delle bollette energetiche.

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