mercoledì, 17 Agosto 2022

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    Venezia, Ulss 3: risalita contagi, vaiolo delle scimmi e candida auris

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    L’Ulss 3 avvia un nuovo drive through al PalaExpo per la risalita dei contagi. Primi casi sul territorio di “vaiolo delle scimmie”.

    La risalita dei contagi, che costringe l’Azienda sanitaria a rialzare la guardia e ad uno sforzo ulteriore per l’assistenza e il monitoraggio sul territorio; e ancora, tre casi confermati di vaiolo delle scimme anche nel Veneziano; e infine un caso di “candida auris”, importato dall’estero, da affrontare nell’Ospedale di Mestre: questi in sostanza i tre fronti su cui sono impegnati la Direzione e i sanitari dell’Ulss 3 Serenissima. 

    “Recuperiamo e mettiamo in campo le ultime forze che abbiamo – ha spiegato nella conferenza stampa di ieri il Direttore Generale Edgrado Contato – per metterci a disposizione della cittadinanza e per mantenere attivi servizi che fino a pochi giorni fa immaginavamo di poter sospendere. Fino a pochi giorni fa stavamo valutando come ottimizzare le risorse ‘spegnendo’ punti tampone ormai poco utilizzati, ma ora per la recrudescenza dei contagi siamo costretti a rivalutare queste decisioni. Non solo abbiamo deciso di tenere pronti alla riattivazione i drive through di Oriago e Favaro, ma abbiamo già aperto un nuovo drive through in quello che è il nostro centro vaccinale maggiore, il PalaExpo di Marghera”.
    “Il nuovo drive through nella giornata di oggi ha lavorato fino alle 15.00 ed ha servito più di 150 utenti, e da domani è attivo fino alle 20.00 di sera. Valuteremo se sarà necessario attivare ulteriori punti tampone, e per farlo dobbiamo riorganizzare i turni, andando a cercare le ultime energie: il nostro personale è stanchissimo, dopo mesi e anni di lavoro continuo; in più, i contagi su verificano anche tra i sanitari, mettendoci ulteriormente in difficoltà, se è vero che oggi i nostri operatori positivi sono ben 160; in questo tempo complicatissimo dobbiamo anche fare i conti con i sanitari che sono stati sospesi perché non hanno adempiuto alle normativa sulla vaccinazione”.

    I tre pazienti dell’Ulss 3 che hanno contratto il “vaiolo delle scimmie” sono ricoverati in via precauzionale

    Nella conferenza stampa odierna l’Ulss 3 Serenissima ha comunicato anche di aver individuato i primi tre casi di “vaiolo delle scimmie” sul proprio territorio. Si tratta di pazienti adulti, tutti asintomatici, che sono stati precauzionalmente ricoverati all’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Della patologia in Europa si contavano già più di 4mila casi, di cui 159 nel nostro Paese. Dopo essere sbarcato in Veneto nelle scorse settimane, il “vaiolo delle scimmie” fa registrare dunque i primi casi anche nel Veneziano. I casi sospetti all’attenzione dell’Ulss 3 erano quattrotre sono risultati poi positivi alle ulteriori verifiche. I pazienti sono ricoverati – “per una più semplice gestione di approfondimento, per cautela, non per gravità della situazione clinica”, ha spiegato il Primario di Malattie Infettive, il dottor Sandro Panese  ed è stato ovviamente svolto anche il necessario tracciamento dei contatti. Il primo paziente ricoverato è stato già dimesso.

    All’Ulss 3 anche un caso di “candida auris”

    Nei giorni scorsi i sanitari dell’Ospedale dell’Angelo hanno registrato anche un caso di “candida aurisun fungo la cui particolarità è la multiresistenza sia ai farmaci antifungini che agli antisettici, su un paziente ricoverato all’Angelo: portatore di precedenti patologie critiche, era recentemente rientrato dall’estero, dove aveva subito un ricovero e dove ha contratto la forma particolare di “candida”. La Direzione e gli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima hanno attivato tutte le procedure d’urgenza per impedire la diffusione del contagio, a tutela di un contesto delicato come quello dell’Ospedale, ed hanno attivato tutte le procedure per un pieno monitoraggio delle persone che sono state a contatto con il caso importato. Isolata per la prima volta nel 2009 in Giappone, giunta in Italia, in Liguria e in Emilia Romagna, dieci anni dopo, la “candida auris ha un’elevata patogenicità: il germe, se non c’è una terapia adeguata, può diventa graveprovocare infezioni in soggetti critici spesso ricoverati per altre patologie, tanto che la percentuale dei casi in cui porta alla morte varia tra il 30 al 70 per cento.

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