domenica, 25 Settembre 2022

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    Libri, Ervas: le indagini poliziesche della questura di Treviso continueranno

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    Ervas, l’ispettore Stucky con le avventure della questura di Treviso è tornato e la Rai sta progettando la serie televisiva.

    Se siete fan irriducibili dell’ispettore Stucky, preparatevi. Uno: contrariamente a quanto Fulvio Ervas ha ripetutamente annunciato alla fine (è successo tre volte) degli ultimi romanzi, le avvincenti indagini poliziesche della questura di Treviso continueranno. Due: la Rai sta già lavorando alla serie televisiva, con episodi lunghi stile Montalbano, con un progetto che vede ancora Giuseppe Battiston nei panni dell’ispettore per metà di origini persiane, con il coinvolgimento di Antonio Padovan alla regia di un paio di puntate.

    Ervas è in libreria con “La giustizia non è una pallottola”, nono romanzo della serie

    Nel frattempo Ervas è arrivato nelle librerie con il nono romanzo della serie, “La giustizia non è una pallottola”, edito come sempre da Marcos y Marcos. “Quando è arrivato il Covid ho sentito il bisogno anche fisico di avere accanto una persona ironica, che mi facesse compagnia, che mi aiutasse a non soccombere alle lezioni a distanza, ai disastri che la pandemia procurava agli adolescenti e che ci vorrà un po’ di tempo a recuperare. Avevo bisogno di scrivere qualcosa che mi divertisse, una sorta di medicina anti solitudine e anti follie”, racconta lo scrittore, mentre sorseggia uno spritz sotto la loggia dei Trecento, tanto amata e frequentata dal suo personaggio più famoso.

    Ci ha messo due anni a scriverlo, ma Stucky era davvero l’uomo giusto al momento giusto: nato nel 2006 con “Commesse di Treviso” perché Ervas voleva capire se fosse possibile cimentarsi in un poliziesco che fosse originale, senza la violenza come escamotage per attrarre i lettori, “un giallo ironico ambientato in una città bellissima e particolare, da prendere un po’ giro senza offenderla ma punzecchiandola, senza morti, senza sangue, senza disastri”.

    La trama

    Alla fine non è riuscito a mettere la parola fine e quello che doveva consumarsi nel giro di tre libri è una lunga storia d’amore con i lettori e un’occasione per affrontare temi profondi. La trama di “La giustizia non è una pallottola” viaggia dalle colline del prosecco ai campi di grano coltivati nell’hinterland, p a s s a n d o p e r la chiesa di San Francesco, con le tombe di Pietro Alighieri e Francesca Petrarca al centro del giallo.

    “Ho messo insieme le due tipologie di imprenditori del Veneto, quello che ama la bellezza e fa anche qualcosa per il mondo e quello che si beve il territorio come fosse uno spritz. Ho un po’ giocato con i personaggi, facendo più trama rispetto ai romanzi precedenti”, spiega lo scrittore. Chi questa terra la conosce, può facilmente ipotizzare l’identità degli imprenditori a cui Ervas si sia ispirato.

    Senza bisogno di ipotesi, invece, la figura del presidente del Veneto: “Ho messo Luca Zaia perché uno dei progetti su cui ho intenzione di lavorare è una commedia in dialetto che potrebbe intitolarsi ’El governator’. Perché Zaia è un fenomeno interessante, ho comprato il suo libro e l’ho letto. Quando uno fa – dice il creatore di Stucky – bisogna ammetterlo, anche se poi puoi decidere di non votarlo. Ma è intellettualmente onesto, basta pensare a come ci ha messo la faccia durante tutta la pandemia”.

    Stucky, Montini, Landrulli, Spreafico, le sempre vivaci sorelle di vicolo Dotti, lo zio Cyrus. Non manca nessuno, anzi la questura trevigiana si arricchisce (e l’ispettore si lascia coinvolgere direttamente) dall’ingresso in scena di due nuove protagoniste: le agenti Lopresti e Salvalaio.

    “Mi lascio prendere la mano e i personaggi arrivano da soli”, confessa Fulvio Ervas che, avendo ormai compreso che le avventure dell’ispettore non devono e non possono interrompersi, sta già mettendo insieme il materiale per la storia numero dieci. Argomento scottante e di piena attualità per Treviso: le baby-gang. (s.s.)

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