martedì, 4 Ottobre 2022

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    Lonigo, addio a Bolla signorile e generoso industriale con il gusto del mare, del vino e della battuta

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    Mauro Bolla era una persona ironica e curiosa

    Mauro Bolla, ingegnere e gastronomo: ha vissuto a Lonigo

    Era curioso, ironico e con una visione anticipatrice in tutto, fosse un’impresa da fondare o un ristorante da esplorare. Aveva la battuta pronta, magari pungente ma mai sgarbata. Perché Mauro Bolla era davvero signorile, generoso quanto la vita era stata tirchia con lui, almeno in fatto di salute. Lui ha sempre affrontato le difficoltà con un sorriso, combattendo ogni giorno la buona battaglia e gettandosi il malumore alle spalle. Questa volta, però, non ce l’ha fatta e ha dovuto arrendersi. Avrebbe compiuto settant’anni il 13 settembre prossimo. E’ morto ad Asiago, luogo d’elezione estivo, sempre vicino con il cuore alla sua Lonigo.

    Aveva già in programma di provare a settembre le vele della nuova barca in fibra di carbonio che aveva fatto costruire e che teneva all’Argentario, così come voleva lanciare una campagna per valorizzare i vini che produceva nella tenuta del Chianti, La poggiona, a San Casciano in val di Pesa. Un’altra ne aveva acquistata a Fossalta di Portogruaro dove produceva un rosè metodo classico, battezzato Maerion, che aveva dedicato a sua moglie Marina Brendolan, donna che gli aveva cambiato la vita. Non si vergognava di raccontare che lui, geometra di Roncà, vissuto più in collegio che in famiglia, era rimasto disorientato all’università e così gli esami di ingegneria latitavano sul libretto. Dopo aver conosciuto Marina aveva recuperato tutto in poco tempo e s’era laureato brillantemente.

    Ha lavorato a lungo nell’azienda del suocero, il celebre prosciuttificio Brendolan di Lonigo per poi fondare una sua azienda a San Daniele del Friuli. Ma ha avuto anche l’intuizione di acquistare la Bertagni a Sant’Agostino, storica fabbrica che produce pasta fresca: l’ha ristrutturata, rilanciata e poi ceduta. Anche nell’azienda di famiglia seguiva i progetti degli stabilimenti e le produzioni. Creativo, caparbio e meticoloso verificava sempre i minimi dettagli di ogni realizzazione.

    Aveva avuto anche un ruolo in Confindustria. Presidente dei giovani industriali, gli archivi contengono una sua foto quando aveva i capelli neri assieme a un professore della Bocconi che aveva chiamato a parlare a Vicenza: era Mario Monti. Sempre con i colleghi industriali organizzò una visita a Maranello: era ancora vivo Enzo Ferrari che, conosciuta la sua provenienza, gli rivelò che lui Lonigo la conosceva bene perché era stato soldato nella Grande Guerra proprio nel suo paese.

    Accademico della cucina dal palato raffinato, aveva cultura e competenza per capire fino in fondo una celebre frase di Oscar Wilde: “L’unico tipo di immortalità che cerco è il ricordo per aver inventato una nuova salsa”. E Mauro resterà, per le sue qualità – non solo gastronomiche – un immortale.

    Antonio Di Lorenzo

     

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