sabato, 13 Agosto 2022

ASCOLTA L'ULTIMO NOTIZIARIO

More
    Banner edizioni
    HomeBreaking NewsSiccità, oggi la presidente del Senato Casellati in Polesine

    Siccità, oggi la presidente del Senato Casellati in Polesine

    Banner edizioni

    C’era molta attesa nel Medio Polesine, per la visita da parte della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, sul Po in secca e sulle campagne arse dal sole e dalla pochissima pioggia, arrivata da questa fin qui torrida estate.

    <Vedere il Po così basso è un’immagine che fa male al cuore – ha affermato la seconda carica dello Stato, all’inizio del suo sopralluogo, iniziato in tarda mattinata all’approdo “Fetonte” di Crespino e proseguita in un campo di mais – Questa terra è infatti sempre stata fertile. L’emergenza non è più tale. La siccità deve entrare a far parte dell’Agenda politica, con soluzioni per gli anni a venire. Il Polesine ha sempre costituito una sorta di granaio del Veneto. Oggi mi ha restituito una fotografia molto dolorosa. Vedere il Po in secca, con tre metri e mezzo di acqua in meno rispetto all’anno scorso, come ci hanno riferito i direttori dei consorzi e vedere il mais bruciato dal sole sono colpi che feriscono il cuore>. (Continua a leggere dopo la gallery)

    La visita in provincia di Rovigo, proseguita anche a Rosolina dal sindaco Michele Grossato, è nata grazie ad un’idea di Confagricoltura Veneto, per far toccare con mano le conseguenze del grande caldo e della siccità che stanno causando gravissimi danni alle colture lungo il Po. A Crespino erano presenti i vertici nazionali, regionali e provinciali di Confagricoltura, oltre a Giorgio Uccellatori, vicepresidente del Consorzio di bonifica Delta del Po e Giancarlo Mantovani, direttore dei consorzi di bonifica del Polesine, che hanno condotto la Casellati sugli argini del fiume più importante d’Italia, illustrando le problematiche causate da questa rovente estate. Presenti i sindaci Angela Zambelli, di Crespino, Sondra Coizzi di Occhiobello, il vice sindaco di Rovigo, Roberto Tovo, il sindaco di Canaro, Alberto Davì, l’assessore regionale al Territorio, caccia e pesca Cristiano Corazzari. Inoltre il prefetto Clemente Di Nuzzo, il questore Giovanni Battista Scali, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia, Emilio Mazza, comandante dei carabinieri di Rovigo e Ferdinando Mazzacuva, tenente colonnello della Guardia di Finanza di Rovigo. Dopo la visita sul Po, la presidente Casellati è stata accompagnata in un campo di mais ingiallito dall’arsura. Infine, il confronto con istituzioni e rappresentanti agricoli alla Romanina Eventi, sempre in territorio di Crespino. <Oramai siamo consapevoli che la siccità e le temperature eccezionali sono fenomeni che si ripetono nel tempo e sono sempre più gravi – ha detto Casellati – L’emergenza deve perciò entrare nell’agenda politica, con soluzioni che servano ad arginare problemi e criticità che si ripeteranno negli anni a venire. Ci siamo resi conto, anche con l’esplosione della guerra in Ucraina, quanto siano importanti le materie prime: i prodotti agricoli sono il petrolio nero dell’Italia e

    rappresentano una delle maggiori risorse. La prossima settimana arriverà al Senato un decreto aiuti bis, che approderà alla Camera il 5 settembre. Ci sono 200 milioni di euro che dovranno servire, anche se la coperta è corta, a far fronte ai riflessi drammatici della siccità sugli agricoltori e sulle famiglie, che stanno subendo rincari enormi sulla spesa>. Francesco Longhi, vicepresidente nazionale dei Giovani di Confagricoltura, ha ricordato che <Non tutte le aziende sono riuscite a irrigare e chi lo ha fatto ha dovuto affrontare enormi esborsi, con sette irrigazioni contro le due-tre degli altri anni. L’appello che facciamo come giovani è che si aprano dei tavoli per studiare le migliori strategie che consentano alle aziende agricole di affrontare investimenti in chiave di risparmio idrico e di efficientamento della distribuzione della risorsa idrica>. Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo, ha mostrato gli effetti della siccità sul mais nei campi della giovane Sofia Michieli, che con l’azienda agricola di famiglia coltiva 200 ettari di mais a Crespino: <La spiga media dovrebbe avere ottocento cariossidi, invece quest’anno ne contiene sì e no cento. La qualità del trinciato è bassa e la zootecnia ne risente. Le quotazioni dei cereali stanno precipitando: quindi produciamo poco, prendiamo meno e spendiamo tanto. Le nostre aziende agricole sono in ginocchio. Bene lo stato d’emergenza, ma di fronte a scenari sempre più torridi e siccitosi dobbiamo capire come intervenire e cosa fare in futuro. Passata l’estate, non si può girarsi dall’altra parte e fare come se niente fosse successo. Ci vuole un’autorità che, di fronte a situazioni d’emergenza idrica, decida di rilasciare l’acqua con pari criteri e pari diritti, senza trattamenti di favore a Regioni o Province>. Ha aggiunto Michieli: <Nonostante l’irrigazione, le spighe sono un terzo rispetto alle dimensioni normali e abbiamo dovuto mandarle al digestore, che ne farà biogas. Il mais ci è stato pagato cinque volte in meno, nonostante i costi della produzione siano andati alle stelle, a cominciare dal gasolio. La situazione è disperata>. Infine Nicola Dell’Acqua, attuatore per il coordinamento e la gestione dell’emergenza idrica:

    <Il presidente del Veneto, Luca Zaia ha preso atto che sul Po il problema siccità è ormai cronica e serviranno perciò soluzioni radicali per garantire l’acqua al fiume e non essere più in balia di queste emergenze idriche. Le criticità che sta vivendo l’agricoltura sono ancora più grandi. Stiamo facendo di tutto per far sì che i consorzi ricevano l’acqua, perché la diminuzione del 70% generale e soprattutto quella sul Delta del Po non sono più accettabili>.

    Marco Scarazzatti

    Banner edizioni
    Banner edizioni
    Banner edizioni

    Le più lette

    Banner edizioni