martedì, 4 Ottobre 2022

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    Treviso, Calesso: il 93% di automezzi è a benzina o diesel

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    Il “greenissimo” Comune di Treviso ha il 93% di automezzi a benzina o diesel: la media del Nord-Est è del 68%.

    L’Istat ha pubblicato nelle scorse settimane i dati relativi al “parco macchine” dei comuni capoluogo di provincia e di città metropolitana suddividendo il totale dei mezzi (autovetture, mezzi per il trasporto merci, mezzi per la pulizia, mezzi per la raccolta dei rifiuti, ciclomotori, motocicli, ecc..) in tre categorie sulla base del tipo di alimentazione (a metano, Gpl o bi-fuel – elettrici e/o ibridi – benzina e/o gasolio).

    I dati riguardano il 2019 e il 2020 e sono tutt’altro che lusinghieri per il Comune di Treviso che, nel 2020, risulta essere dotato di automezzi per il 92,9% alimentati a benzina o gasolio, cioè dotati dei motori che producono le emissioni maggiormente inquinanti.

    Insieme a Belluno siamo il capoluogo di provincia del Veneto che registrava (sia nel 2019 che nel 2020) la maggiore percentuale di mezzi a benzina o gasolio, ben lontani da Rovigo che ne annoverava “solo” il 63,2%.

    La media di mezzi a benzina o gasolio nei capoluoghi di provincia o città metropolitana del Nord-Est è del 68,3%, aumenta al 74,9% se si prende in considerazione tutto il Nord del Paese e si attesta su una media nazionale dell’81,3% (come evidenzia la tabella allegata): sono tutti dati nettamente inferiori a quello del nostro Comune.

    Esistono anche casi di assoluta eccellenza: Salerno con il 4% di automezzi a benzina o gasolio, Taranto con il 27,5%, Reggio Emilia con il 33,9%, Modena con il 34,1% e Forlì con il 40,9% Diversi altri capoluoghi ( Bologna, Brescia, Ferrara, Piacenza, Trento) registrano mezzi a benzina o gasolio in percentuale inferiore al 60%. Si nota immediatamente come tra i capoluoghi più virtuosi ce ne siano di alcuni grandi e altri di dimensioni non molto diverse da Treviso: la discriminante, quindi, non ha a che vedere con la “grandezza” del comune (e le relative risorse di bilancio) ma con le scelte politiche che sono state compiute.

    Calesso: “A Treviso la sostenibilità non deve ‘disturbare'”

    Si può affermare che la questione non è stata affrontata dall’amministrazione di centrosinistra che ha preceduto quella attuale e la critica è assolutamente fondata.

    Ma l’attuale governo cittadino è quello che si dichiara “greenissimo” a ogni pie’ sospinto e che non lascia passare giorno senza annunci, promesse, progetti per la sostenibilità ambientale e contro l’inquinamento atmosferico: insomma, il “verde” ambientalista va di pari passo con il “verde” della Lega…

    Dati come quelli pubblicati dall’ISTAT, però, dimostrano che se alle chiacchiere non si affiancano le risorse (in questo caso per la sostituzione dei mezzi inquinanti del parco macchine comunale) non siamo di fronte a una “sensibilità ambientale” ma solo a un banalissimo “greenwashing”.

    E il motivo è molto semplice: per questa amministrazione la sostenibilità ambientale non è una priorità a cui dedicare scelte conseguenti e le necessarie risorse economiche, è qualcosa che si affianca al “normale scorrere degli eventi” fatto di cemento e supermercati, consumo di suolo e priorità agli autoveicoli privati nella mobilità cittadina.

    É una sostenibilità che non deve “disturbare”, non deve cambiare le cose, mettere in discussione consolidati assetti urbani ed economici, esattamente come dipingere di verde una ciminiera.

    Gigi Calesso – Coalizione Civica per Treviso

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