martedì, 4 Ottobre 2022

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    Veneto Agricoltura: vigneti sotto scacco a causa del clima

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    In Veneto, sanità delle uve buona. La prossima decade sarà fondamentale per decretare se sarà una buona annata nonostante la siccità.

    Alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima inizierà ufficialmente anche nel Veneto la vendemmia 2022. A dire il vero, alcuni piccoli produttori del trevigiano e del vicentino hanno già iniziato, ma per l’apertura dei cancelli delle grandi cantine bisognerà attendere ancora qualche giorno. Come sempre, i primi grappoli ad essere staccati saranno quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per base spumante), poi via via tutte le altre; per la Glera (Prosecco) il giorno fatidico dovrebbe essere il 5 settembre.

    Quest’anno, l’annata vitivinicola sarà ricordata per le alte temperature e la scarsità di piogge, che nel Veneto si protrae ormai da molti mesi. Le precipitazioni degli ultimi giorni, che hanno interessato solo alcune aree, sono servite a ben poco tanto che anche alcuni vigneti dotati di irrigazione a goccia mostrano un elevato stress idrico e termico. Ciononostante, la vendemmia 2022 non dovrebbe deludere i produttori, ma molto dipenderà da cosa succederà sotto il profilo meteo nei prossimi 10/15 giorni. Vediamo perché, inquadrando alcuni aspetti tecnici del vigneto, in attesa di conoscere ogni dettaglio della prossima vendemmia il 24 agosto (ore 10:00) in occasione del convegno on-line promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa, Arpav, Crea-VE e UVIVE, (si veda: https://trittico2.eventbrite.ithttps://trittico2.eventbrite.it).

    Una valutazione dei vigneti del Veneto

    Nel Veneto, tutti i vitigni presentano un anticipo fenologico di circa 10-15 giorni rispetto al 2021, a conferma che ci troviamo di fronte ad una tra le annate più precoci del nuovo secolo, seconda solo alla vendemmia del 2003. Un altro aspetto caratterizzante l’annata in corso è dato dal fatto che le scarse precipitazioni hanno permesso una tranquilla azione di difesa del vigneto dalle principali malattie, con un ridotto numero di interventi anticrittogamici e insetticidi. Tradotto: uve più sane e ambiente più pulito.

    Al momento, tutti i vitigni regionali presentano una buona fertilità, data dal numero di grappoli per ceppo, ma il raggiungimento dei quantitativi previsti dai disciplinari di produzione DOC e DOCG dipenderà dall’andamento meteo dei prossimi giorni. Comunque la produzione di uva nel Veneto dovrebbe registrare un calo del 10-15% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda invece la qualità delle uve (grado zuccherino, acidità, acido malico, acido tartarico, ecc.) al momento risulta essere sotto scacco del clima. Serve qualche pioggia ristoratrice, certamente, ma ricordiamo che in questa fase della stagione l’uva necessità per lo più di giornate soleggiate e notti fresche e arieggiate. Occorrerebbe dunque un mix equilibrato di precipitazioni, sole temperature non eccessive.

    Per i vitigni a bacca nera più tardivi (Cabernet Sauvignon, Raboso Piave e veronesi) sarà fondamentale l’andamento meteo-climatico di settembre (quindi c’è più tempo a disposizione) e se tutto andrà per il verso giusto sarà possibile avere un’ottima evoluzione delle uve e una grande qualità (maturità fenolica, acidità totale, pH, zuccheri, ecc.), ma per gli altri vitigni, in particolare per quelli aromatici (Riesling, Traminer, Moscati, ecc.) i giochi si fanno in questa fase della stagione ed è proprio per questo motivo che tutti i produttori vitivinicoli in questo momento sono tutti col naso all’insù a scrutare il cielo.

    Renzo Michieletto, Veneto Agricoltura

     

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