domenica, 4 Dicembre 2022

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All’ospedale di Piove di Sacco si sperimenta il giubbotto “salva cuore”

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All’Immacolata Concezione il defibrillatore indossabile. Si indossa sotto i vestiti, è in grado di riconoscere aritmie potenzialmente pericolose e di attivarsi, in caso di necessità, per ripristinare il normale ritmo cardiaco

All’ospedale cittadino dell’Immacolata Concezione  di Piove di Sacco si sperimenta un giubbotto “salva cuore”. Si tratta di un vero e proprio defibrillatore indossabile da portare sotto la maglietta o la camicia, pronto ad attivarsi in caso di necessità.

Come funziona? Una cintura di elettrodi montata su un corpetto che si indossa sotto i vestiti è in grado di riconoscere aritmie potenzialmente pericolose e, nel caso sia necessario, di erogare uno shock di defibrillazione per ripristinare il normale ritmo cardiaco. Il sistema, controllato da remoto, permette dunque ai medici di monitorare il paziente a distanza.

“Per il territorio della Saccisica si tratta di una novità assoluta – esordisce Domenico Marchese, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia – in questo periodo delicato, questo sofisticato presidio, che ha le sembianze di un vero e proprio indumento, evita una lunga degenza negli ospedali purtroppo ancora alle prese con l’emergenza da Covid-19”.

“Protagonista della sperimentazione è un uomo di 53 anni affetto da cardiopatia ischemica che nonostante l’intervento di angioplastica – illustra il cardiologo Eleonora Secco – ha sperimentato aritmie ventricolari maligne durante il ricovero”.

“In situazioni come questa – aggiunge Livio Malesani, responsabile dell’ Unità operativa semplice di Emodinamica – il nostro paziente avrebbe dovuto aspettare almeno 40 giorni, come da linee guida internazionali, prima di poter essere messo in sicurezza con un defibrillatore definitivo, ma al tempo stesso era fondamentale trovare un modo per proteggerlo dal rischio di morte improvvisa”.

All’Immacolata Concezione, dato il quadro clinico del paziente, si è optato quindi per questa una nuova soluzione. Il defibrillatore indossabile, tecnicamente chiamato LifeVest, diversamente da un defibrillatore cardiaco impiantabile definitivo, è indossato come una canotta e non impiantato nel torace.

“Questo tipo di tecnologia – argomenta Leonardo Marinaccio, aritmologo clinico e interventista – ci consente di mettere immediatamente in sicurezza il paziente e di avere il tempo necessario per valutare il rischio di aritmia a lungo termine, prima di procedere all’eventuale impianto di un defibrillatore definitivo. Nei casi in cui il rischio aritmico sia reversibile, infatti, si evita al paziente un intervento chirurgico inutile e, al sistema sanitario, uno spreco di risorse, riducendo tra l’altro notevolmente i tempi di degenza in ospedale”. Nel caso si verificasse una situazione di emergenza il dispositivo eroga una serie di allarmi vocali, sonori e vibrazionali che permettono al paziente di comprendere cosa sta accadendo. Se è in corso un’aritmia pericolosa per la vita e il paziente perde coscienza, il dispositivo è in grado di erogare uno shock di defibrillazione automaticamente.

Alessandro Cesarato

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