venerdì, 30 Settembre 2022

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    Bitonci, “autonomia e pace fiscale le nostre priorità”

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    Autonomia e pace fiscale, sono queste le priorità della Lega in Veneto, secondo Massimo Bitonci, in lizza alle prossime elezioni del 25 settembre.

    Come sono i rapporti con Fratelli d’Italia in Veneto? Teme che possa togliere voti alla Lega in Veneto?
    “Con Fratelli d’Italia abbiamo avuto sempre un’ottima collaborazione sia in Veneto che anche a livello nazionale, al di là del fatto che ovviamente noi siamo stati in maggioranza e loro nell’ultimo periodo all’opposizione. Al di là poi della campagna elettorale, sono importanti i programmi: abbiamo dei programmi molto simili in termini di sicurezza, anche nel termine di taglio della tassazione, di pace fiscale, di come vogliamo gestire la finanza pubblica e i comuni. Anche sul tema delle opere pubbliche, per esempio, tutti e due diciamo che il PNRR va rivisto poichè il periodo storico è cambiato. C’è una fortissima crisi economica e sociale e quindi gli obiettivi del piano nazionale di ripresa e resilienza devono essere modificati e aggiornati con l’attuale situazione e le attuali esigenze.

    A parte questo, devo dire che è normale che all’interno di una coalizione di centrodestra ci sia una volontà, in ognuno dei partiti, di prendere un voto più dell’altro. È stato così in passato e sarà così anche in futuro”.

    L’autonomia che ruolo ha nel vostro programma?

    “Il tema dell’autonomia è il nostro cavallo di battaglia in Veneto. Io penso che questa sia l’occasione per arrivare all’autonomia differenziata, attraverso un disegno di legge delega e poi seguito da decreti attuativi. Questo potrà essere approvato assieme a una riforma costituzionale, in senso presidenziale, perché penso che sia giunta l’ora di modificare la Costituzione e arrivare all’elezione diretta del Capo dello Stato”.

    Se il centrodestra andrà al governo per lei ci sarà spazio al governo come in passato?

    “Questo ovviamente non lo so. Io ho competenza di carattere economico e ho ricoperto il ruolo di sottosegretario all’Economia nel primo governo Conte. Diciamo che sono un po’ il padre del regime forfettario, perché è stata una mia idea quella di allargare la prima Flat tax per le imprese fino a 65mila euro. Prima era poco utilizzata, invece dopo ha avuto una grande esplosione. Ricordiamo che 1 milione e 900mila partite IVA in Italia, su cinque milioni, aderiscono a questo regime super agevolato al 15%, 5% per cento per i giovani e per le persone che inizino un’attività per 5 anni. Ha avuto una grande esplosione perché é è molto semplice: si fa fattura, si paga il 15%, non si tiene la contabilità, quindi oltre al tema fiscale c’è il tema anche degli adempimenti, che nel caso del regime forfettario sono molto semplificati e quindi è molto attrattivo.

    Oltre a questo, ho seguito interamente la pace fiscale del 2018, che ha avuto un ottimo riscontro perché sono stati rottamati quasi 38 miliardi complessivi di cartelle, aiutando famiglie ed imprese in difficoltà. Io penso che in una situazione come questa, dove l’Agenzia delle Entrate sta per emettere, secondo le dichiarazioni del direttore Ruffini, 20 milioni di cartelle, un sistema deflattivo del contenzioso e una pace fiscale sono assolutamente necessari. Anche Forza Italia, ma anche Fratelli d’Italia, la vogliono, quindi sarà uno dei primi atti che verranno fatti. Sapendo benissimo che io son stato colui che in quegli anni le ha seguite”.

    Per quanto riguarda i rapporti all’interno della Lega: si sono rasserenati?

    “È normale che in una grande famiglia come la Lega, soprattutto con una riduzione del numero dei parlamentari (perché ricordiamo che c’è stato un taglio complessivo di un terzo di tutti i parlamentari alla Camera e anche al Senato), e una riduzione dovuta dal consenso generale della Lega legato al fatto che abbiamo dovuto impegnarci in un governo di unità nazionale, le aspettative di elezione dei parlamentari e i posti in lista si sono molto ridotti.  È poi normale che in un partito come il nostro, che governa la Regione, di cui moltissimi comuni, ci sia magari sempre qualcuno che fa qualche critica. Trovo che queste ultime siano sono un po’ troppo evidenziate da parte della stampa perché, rispetto ad altri partiti, la Lega ha sempre un trattamento particolare e le cose che vengono dette da uno, magari solo, vengono amplificate come se fosse il sentimento della base”.

    Tornando all’autonomia, si riuscirà a portarla a casa?

    “Questo è un tema estremamente delicato e chi adesso critica dicendo che in un anno di governo non l’abbiamo fatta deve rendersi conto che l’autonomia differenziata prevede tutta una serie di cose che devono andare assieme, cioè il calcolo dei livelli essenziali delle prestazioni e il calcolo dei costi standard. Per quello penso che seguiremo il disegno di legge delega che dà la possibilità di approvare subito una norma generale per poi riempirla di contenuti man mano con i decreti attuativi”.

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