domenica, 27 Novembre 2022

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Cavarzere, sospeso il procedimento autorizzativo per l’impianto a biometano

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Il sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari fa il punto sull’impianto a biometano: “Stiamo attendendo l’integrazione da parte della ditta”

“Voglio tranquillizzare la cittadinanza, in quanto ad oggi il procedimento autorizzativo dell’impianto biometano a Cavarzere è sospeso, perché abbiamo sollevato un’eccezione di mancanza di un documento molto importante, ovvero il piano ambientale regionale”. A dirlo è il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari, che intende dare battaglia a suon di carte bollate.

“Ad oggi stiamo attendendo l’integrazione da parte della ditta – precisa il primo cittadino – che in realtà doveva essere presentata entro trenta giorni dalla richiesta, cosa che non è avvenuta. O perlomeno non ci è stata comunicata, nonostante avessero l’onere di farlo. Ricordo che il 6 ottobre ci sarà il termine per impugnare il provvedimento autorizzativo. Io ho dato incarico a un amministrativista di procedere in questo senso, quindi staremo a vedere quel che succederà”.

Con l’occasione, Munari fa il punto su quanto emerso dall’incontro con la cittadinanza sul tema, svoltosi nelle scorse settimane. “Quando c’è un confronto con la popolazione è sempre buona cosa, quando invece c’è un confronto con la forza politica uscente che ha causato il problema è cosa diversa – sottolinea -. Ritengo comunque che sia stata una serata positiva, perché ho potuto dare una descrizione dettagliata degli eventi, presentando tutti gli elementi salienti dall’inizio di questa vicenda a oggi. Poi, ovviamente, nel corso della serata ci sono stati gli interventi più che leciti da parte dei cittadini che sono preoccupati. Reputo sempre positivo l’interesse da parte della cittadinanza e quindi ben vengano queste occasioni di incontro. È ovvio che la soluzione non si trova in piazza dicendo solo ‘No al Biometano’: bisogna fare atti concreti e sono quelli che la mia giunta sta facendo”.

Munari dunque respinge al mittente le accuse della minoranza, pubblicate nel precedente numero del nostro giornale, di non essersi opposto sufficientemente al progetto con l’amministrazione regionale leghista, rea di aver approvato l’impianto. “Il problema di fondo è che se dobbiamo trovare un capro espiatorio è molto semplice andarlo a trovare nella forza politica avversa – risponde -. Il PD che accusa la Regione è in realtà lo stesso PD che per più di un anno e mezzo ha avuto il fascicolo biometano sulle proprie scrivanie e se ne è totalmente disinteressato. Quindi arrivare a dire adesso che è solo colpa della Regione, anche no”.

E contrattacca: “L’amministrazione uscente avrebbe potuto lavorare su più fronti, non solo dicendo no a tutti i tipi di impianti a biometano sul territorio, ma cercando magari di condividere delle strategie alternative con la ditta proponente, che avrebbero sicuramente portato vantaggi economici. In quel caso magari non sarebbe stato individuato il sito che poi è stato scelto”.

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