giovedì, 8 Dicembre 2022

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Inaugurata la mostra “Andy Warhol. Icona pop” al San Gaetano di Padova

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A partire dal 30 settembre 2022, più di 150 opere, tra disegni, fotografie, incisioni, sculture e serigrafie, troveranno spazio tra le sale del Centro culturale Altinate San Gaetano

Andy Warhol. Icona Pop approfondisce la figura carismatica e sempre attuale di Warhol, focalizzandosi sui marchi che popolavano l’immaginario pubblicitario diffuso negli Stati Uniti tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Dall’iconica zuppa Campbell  alle celeberrime iconografie warholiana come Mick Jagger,  Sylvester Stallone, Mao o la star Marilyn.

L’esposizione che si sviluppa nelle otto sale al primo piano del Centro Altinate offre un’immagine esaustiva del genio della Pop Art attraverso un racconto di 150 opere tra disegni, fotografie, incisioni, sculture e serigrafie. Un viaggio incalzante nell’eccentrico mondo dell’artista, che permette ai visitatori di soffermarsi sulla rappresentazione della società e della cultura americana.

” L’obiettivo di questa mostra è attirare l’attenzione del pubblico soprattutto in questo momento così buio o quantomeno di rinascita.  –  commenta Simona Occioni, curatrice della mostra –  Non solo un pubblico appassionato di arte o collezionisti, ma soprattutto  giovani e quindi avvicinarli all’arte e alla conoscenza di questo luogo meraviglioso

 

Lo sfondo della Pop Art è la cultura di massa, destinata a diventare l’oggetto principale dell’arte stessa. Andy Warhol procede seguendo uno schema ben preciso: isolamento visivo dell’immagine, assimilazione del linguaggio pubblicitario, ripetizione e uso di colori chiassosi. L’arte di Warhol non è soltanto critica alla società dei consumi , ma anche attacco ai valori borghesi e all’establishment dell’Arte. Con modalità dadaiste Warhol svela la superficialità del sistema a cui appartiene, attraverso la manipolazione delle immagini e la trasformazione del sé in un personaggio al limite del grottesco.

Tra le tante rivoluzioni che hanno trasformato l’arte nel secondo novecento, il movimento Pop è quello che ha annullato definitivamente le distanze tra l’opera e il pubblico. Il lavoro di Andy Warhol, in particolare, ispirato ai meccanismi della ripetizione, della riconoscibilità, della riproducibilità di personaggi celebri e di prodotti d’uso quotidiano, ha raggiunto una notorietà universale.  –  commenta l’Assessore alla cultura Andrea ColasioLo stesso artista finì per trasformarsi in icona di se stesso, come intelligentemente recita il titolo di questa mostra che porta a Padova un’esperienza culturale insieme profonda e giocosa.

La mostra è a cura di Simona Occioni, affiancata da Alessandra Mazzoleni, con un percorso espositivo ideato da Daniel Buso. L’esposizione è organizzata da ARTIKA di Daniel Buso e Elena Zannoni, in collaborazione con Fondazione Mazzoleni e il Comune di Padova.

Il percorso

Si comincia con il ritratto biografico di Andy, attraverso disegni, serigrafie e scatti di fotografi contemporanei all’artista, come Curtis Knapp e Pierre Houlès.

Quindi è la musica a diventare protagonista, grazie ai volti di Mick Jagger, John Lennon, Miguel Bosè ed altri grandi musicisti immortalati da Warhol.

Ampio spazio è riservato alla serie del 1975, Ladies and Gentlemen, un racconto estremamente attuale del mondo del travestitismo e delle Drag Queen, progetto commissionato dal gallerista italiano Luciano Anselmino.

Le prime due grandi sale del Centro Altinate raccolgono i grandi temi di Warhol: la Campbell’s Soup, i soggetti da carta da parati come le Cows e i Flowers e le star della politica. Trovano spazio Mao, Ronald Reagan e la Regina Elisabetta (The Queen).

L’ultima grande sala è, da un certo punto di vista, il focus dell’esposizione, dal momento che è dedicata ad una vera ossessione di Andy: la celebrità. Ecco allora Jackie Kennedy, rappresentata poco dopo l’assassinio del Presidente, Sylvester Stallone, Muhammad Ali e, ovviamente, Marilyn Monroe, uno dei soggetti di gran lunga più sviluppati da Andy Warhol, con varietà di ombreggiature e tinte cromatiche.

Il percorso si conclude con un omaggio alla vacua mondanità del periodo storico in cui operò Warhol. Il divertimento frivolo ma appassionato che esplodeva ogni sera tra le pareti del celebre Studio54, la discoteca più famosa al mondo. Il racconto fotografico è firmato Allan Tannenbaum, il cui obiettivo si posò sulle celebrità: Liz Taylor, Bianca Jagger, Michael Jackson e l’immancabile Warhol.

Sara Busato

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