mercoledì, 30 Novembre 2022

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Padova. Settimana corta a scuola. Vertice in Provincia di Padova

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Vertice in Provincia di Padova con il Provveditore agli Studi e oltre trenta Dirigenti Scolastici degli Istituti di Istruzione Superiore.

Il caro energia si abbatte anche sulla scuola. Settimana corta e riorganizzazione dell’orario scolastico in relazione ai costi energetici. Sono queste le tematiche del confronto, convocato dal vicepresidente vicario Vincenzo Gottardo e il consigliere provinciale delegato all’Istruzione Luigi Alessandro Bisato,  avvenuto tra Provincia di Padova insieme ai 30 dirigenti degli Istituti Scolastici e il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale.

Una cosa va specificata, la calendarizzazione delle ore di lezione rientra nelle prerogative dell’autonomia scolastica, che può decidere i cambi di orario nel corso della settimana.

La scelta della settimana corta riguarderà 40 mila studenti, una situazione che coinvolgerà 37 istituti e 64 plessi nella Provincia di Padova. “L’idea o l’opportunità della settimana corta – ha detto Vincenzo Gottardo – comporta inevitabilmente luci e ombre su entrambe le scelte. La Provincia intende valutare questa opportunità per capire se l’orario contratto può essere un’opportunità per ragazzi e gli insegnanti, migliorando la gestione e la didattica analogamente al modello europeo, cercando nel contempo di razionalizzare i consumi in questo periodo di rincaro delle bollette. E’ importante fare un lavoro di tipo progettuale e ragionare sui distretti, in modo da trovare delle soluzioni condivise”.  

Nulla di fatto. Nessuna decisione è stata presa dai Dirigenti Scolastici che si dividono tra chi abbraccia l’esperimento della settimana corta e chi invece lo vede come un ulteriore problema per le famiglie e per l’apprendimento dei ragazzi.

E’ stato un incontro interessante – ha detto Luigi Alessandro Bisato, consigliere provinciale delegato al Bilancio e alla Pubblica Istruzione  – si è potuto sentire dalla voce dei dirigenti scolastici l’esperienza di chi già interpreta l’orario scolastico su cinque giorni con le potenzialità ed eventuali punti di maggiore attenzione e perplessità. Il risparmio energetico è un pretesto per parlare di una migliore scuola possibile, con i contenitori performanti ma soprattutto con in nostri ragazzi al centro”.

Prossimamente saranno riprogrammati altri momenti per capire se nel medio termine, i collegi di istituto decideranno se valutare di provare  l’esperimento.

Spese e investimenti

Sono due le problematiche messe sul tavolo durante l’incontro oltre alla annosa decisione. Il primo punto riguarda le spese per le utenze scolastiche che rappresentano un terzo del proprio bilancio corrente. In particolare lo scorso anno scolastico  la Provincia ha sostenuto € 1.114.413 per energia elettrica e € 2.541.775 per combustibile per riscaldamento. Con numeri alla mano, l’ipotesi di chiudere gli istituti superiori al sabato farebbe risparmiare un importo dell’ordine di 400mila euro.

Contestualmente la Provincia sta investendo su due stralci di interventi. Il primo riguarda la riqualificazione energetica degli edifici provinciali; il secondo riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici da posizionare sulle coperture degli edifici. Infine la ristrutturazione e rimessa in funzione delle due centrali a biomasse, rispettivamente a Padova e Monselice.

Nodo trasporto pubblico

Un aspetto sollevato dai Presidi contrari all’ipotesi riorganizzazione della scuola, riguarda il nodo del trasporto pubblico locale che andrebbe riformulato sui 5 giorni di scuola.  Ma esistono alcuni aspetti tecnici da tenere in considerazione come le diverse esigenze di trasporto della Città capoluogo dai poli scolastici presenti in provincia. L’organizzazione del trasporto pubblico locale è direttamente connessa alle scelte che verranno attuate dai Dirigenti scolastici rispetto all’orario delle lezioni. Infine l’applicazione della settimana corta potrebbe comportare una riduzione  di 10.000 km per ogni settimana.

Provveditore

“Se ci fosse una normativa dichiarata di tipo emergenziale – ha detto Roberto Natale, Dirigente UST di Padova – allora sarebbe doveroso per noi assumere tutte le iniziative e realizzare gli obiettivi individuati dal Governo. Il confronto, come quello di oggi, è sempre positivo, e non può che avvenire nei canali ordinari di interlocuzione tra gli enti proprietari degli edifici scolastici e le istituzioni scolastiche. Il coinvolgimento dei Consigli di Istituto è necessario, soprattutto anche per valutare l’impatto che certe decisioni possono avere sull’organizzazione anche della vita delle famiglie. L’articolazione oraria incide anche sulla didattica, ma questa è una materia di esclusiva competenza delle istituzioni scolastiche”.

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