domenica, 27 Novembre 2022

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HomePadovanoPiove di Sacco: il Consiglio comunale “salvato” dal senso di responsabilità dell’opposizione

Piove di Sacco: il Consiglio comunale “salvato” dal senso di responsabilità dell’opposizione

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“La delibera di cui stavamo discutendo riguardava la legittima richiesta di alcuni cittadini: non ci saremo mai assunti la responsabilità di rinviare un atto così”

Il consiglio comunale di Piove di Sacco salvato dal senso di responsabilità dell’opposizione. Lo sostiene il capogruppo Andrea Recaldin che sottolinea cosa è successo nell’ultimo consiglio comunale di luglio.

“Credo fosse doveroso, a pochi minuti dalla fine del consiglio comunale, assicurare il numero legale alla maggioranza che, in quel momento, si è trovata sotto di un consigliere. Anche perché la delibera di cui stavamo discutendo riguardava la legittima richiesta di alcuni cittadini: non ci saremo mai assunti la responsabilità di rinviare un atto così”.

Sono queste le parole con le quali il capogruppo della Lega, Andrea Recaldin che, nello specifico commenta gli ultimi minuti del Consiglio comunale di Piove di Sacco, quando, sul finire, la maggioranza ha rischiato di andare sotto con i numeri: senza la presenza in aula dei consiglieri di minoranza, infatti, la maggioranza avrebbe dovuto riconvocare il consiglio comunale. Si trattava di una delibera riguardante una convenzione con permesso di costruire. Una convenzione attesa da anni dai cittadini e soggetti proponenti che avrebbe subito a quel punto un inevitabile ritardo con disagi e costi suppletivi.

Recaldin punta a far capire l’atteggiamento costruttivo dell’opposizione.

“Siamo persone di buon senso e serie: l’idea di riconvocare un consiglio comunale perché la maggioranza non ha verificato, per tempo, con cura, di garantire la sua stessa maggioranza, non ci ha nemmeno sfiorato. L’atteggiamento del Presidente del Consiglio comunale, però, è stato incredibilmente provocatorio: una sfida, intollerabile e fuori luogo, che ha rovinato persino il clima di leale collaborazione che avevamo intrapreso. Ci
riteniamo però molto più maturi e seri. E per questo, di fronte ai cittadini, tutto il nostro
gruppo presente ha deciso di restare in aula”.
Alessandro Abbadir

 

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