domenica, 29 Gennaio 2023

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Piovese: virus West Nile trasmesso dalle zanzare, aumentano i casi e ci sono vittime

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Il dottor Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione, sollecita attenzione nel seguire scrupolosamente le misure di prevenzione

West Nile
West Nile

Il territorio del Padovano e il Piovese, in particolare, è stato investito in piena estate dall’emergenza del virus West Nile. I casi di persone ammalate a luglio nel corso delle settimane sono aumentati e con questi la paura, dopo la pandemia del Coronavirus, della diffusione di un’altra malattia grave.

Nel Piovese a luglio un anziano di 83 anni è morto colpito da una encefalite provocata dal virus West Nile.

Nello specifico, la febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di trasmissione dell’infezione documentati, anche se molto più rari, sono i trapianti di organi, le trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona, tramite il contatto.

Una persona infetta su 150 sviluppa una malattia grave. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Sulla situazione nel Padovano monitora l’Ulss 6 Euganea. A occuparsi di quello che sta succedendo è il dottor Luca Gino Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione.

“Abbiamo dato indicazione ai sindaci della zona – dice Sbrogiò – di seguire le specifiche misure di prevenzione. Vanno così fatti i controlli sia nei giardini che nelle case e i Comuni invieranno ai cittadini precise lettere in cui saranno spiegate le modalità da tenere per prevenire il diffondersi delle zanzare. Sempre per quanto riguarda il territorio, notiamo una rilevanza della malattia e il contagio, da quanto ci spiegano, ha coinvolto anche dei cavalli”.

Poi le sagre ed eventi paesani. “In questo periodo – continua il dottor Sbrogiò – continua l’organizzazione di eventi aggregativi che si protraggono anche nelle ore notturne. Ore in cui la presenza delle zanzare è più diffusa. Per questo abbiamo invitato i Comuni dell’area ad una disinfestazione delle zone in cui si terranno gli appuntamenti in modo da ridurre il rischio”.

Il problema del rischio di contagio da West Nile  si era ridotto negli anni scorsi, ma quest’anno è riemerso in maniera evidente provocando anche preoccupazione fra la popolazione.

Alessandro Abbadir

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