domenica, 4 Dicembre 2022

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Pontelongo: 20 milioni di metri cubi di biometano dai sottoprodotti della barbabietola da zucchero

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Il piano Coprob Italia-Cgbi, la prima filiera industriale italiana integralmente agroenergetica. I due presidenti: “Un progetto di ampio respiro che proietta la filiera verso la green economy e l’economia circolare”

Dieci impianti in tre anni per la produzione di biometano agricolo. Sarà ottenuto esclusivamente da sottoprodotti della barbabietola da zucchero e della sua lavorazione come polpe, foglie e colletti, oltre che da effluenti zootecnici degli allevamenti vicini allo zuccherificio e colture dedicate alla biomassa. E’ il piano concordato tra Coprob Italia Zuccheri, cooperativa che si caratterizza per la gestione completa dell’unica filiera dello zucchero italiano dal campo alla tavola, e la Cgbi, la confederazione generale bieticoltori italiani che rappresenta le associazioni bieticole Anb e Cnb che ha una base associativa di 5.200 aziende agricole e zootecniche.

Quella dello zucchero diventerà quindi la prima filiera industriale italiana interamente agro-energetica. Il tutto si traduce in un investimento da 70 milioni di euro una capacità produttiva annua di 20 milioni di metri cubi di biometano.

I primi impianti a entrare in funzione sono quelli esistenti di Coprob-Italia Zuccheri, che già producono biogas a Pontelongo Minerbio (BO) e Finale Emilia (MO), che saranno convertiti a biometano.

“Il biometano prodotto coprirà circa la metà dei consumi di metano fossile dell’industria saccarifera italiana, all’interno dei due zuccherifici di Minerbio e Pontelongo – dichiarano Gabriele Lanfredi e Claudio Gallerani, rispettivamente presidenti di Cgbi e Coprob-Italia Zuccheri – contribuendo così a ridurre anche le emissioni di CO2. È un progetto di ampio respiro che proietta ulteriormente la filiera bieticolo-saccarifera verso la green economy e l’economia circolare, in linea con i provvedimenti del Pnrr, creando al tempo stesso valore economico, sociale e ambientale, al fine di rendere sempre più sostenibile la produzione di zucchero, rilanciare la redditività e consolidare pratiche colturali avanzate, imprimere una svolta nella lotta ai gas serra e diminuire la dipendenza dalle importazioni di energia”.

Una strada per la transizione agro-ecologica delle aziende agricole che avere una valida alternativa contro il caro-fertilizzanti attraverso l’impiego del digestato derivante dagli impianti di biometano nella concimazione dei terreni. Una soluzione strategica che ha il duplice obiettivo di apportare al suolo una sostanza organica nobile, a elevato potere fertilizzante, e di limitare l’impatto sull’ambiente e l’uso dei concimi chimici, ma che diventa ancora più preziosa se applicata in agricoltura biologica.

Gli allevatori potranno invece risolvere le annose problematiche inerenti alla gestione degli effluenti zootecnici risparmiando sullo smaltimento e sui costi delle coperture per le vasche di stoccaggio che risultano, infatti, a carico del progetto.

Alessandro Cesarato

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