venerdì, 30 Settembre 2022

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    Venezia, al Campiello lo scrittore Zannoni da record: è il vincitore più giovane della storia

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    Con i suoi 27 anni abbassa il record di Bevilacqua nel 1966 che lo vinse a 35 anni. Con questa vittoria la casa editrice Sellerio ha vinto il Campiello 4 volte in 11 anni

    Bernardo Zannoni da Sarzana con la vera da pozzo, il riconoscimento della vittoria al Supercampiello

    Bernardo Zannoni da record: con “I miei stupidi intenti”, la favola di Archie, una faina che vive nel bosco, vince il Campiello e con i suoi 27 anni Zannoni diventa lo scrittore più giovane di sempre nei sessanta anni di storia ad essersi aggiudicato il premio di letteratura organizzato dalla Fondazione Campiello, ossia dalla Federazione degli industriali del Veneto. Quello precedente l’aveva stabilito Alberto Bevilacqua nel 1966 quando il suo romanzo Questa specie di amore vinse il confronto.

    Con la vittoria di Zannoni, del tutto inaspettata dall’interessato che lo ha confessato candidamente dal palco (“Non ho preparato nessun discorso”) il suo editore, Sellerio, rappresentato da Antonio Sellerio alla Fenice, stabilisce un altro record: con il premio a “I miei stupidi intenti” che è il titolo del romanzo firmato da Bernardo Zannoni da Sarzana, Sellerio, infatti, colleziona quattro vittorie al Campiello negli ultimi 11 anni.

    Ha iniziato Andrea Molesini con Non tutti i bastardi soni di Vienna nel 2011; ha proseguito Giorgio Fontana nel 2014, milanese di 33 anni, e già qui avrebbe centrato il nuovo record rispetto a Bevilacqua, ma nessuno se n’è accorto, con “Morte di un uomo felice“. L’anno successivo il Campiello è stato ancora appannaggio della Sellerio con Marco Balzano che grazie al suo “L’ultimo arrivato”, un lavoro sul tema dell’immigrazione e dell’inserimento, sbaraglia il campo e vince con 112 voti su 282. Ha 37 anni quando prende in mano la vera da pozzo che è il simbolo del premio.

    Il quarto successo in undici anni è questo libro di Bernardo Zannoni che prende 101 voti, quasi il doppio matematico rispetto al secondo libro scelto dalla giuria dei Trecento: La foglia di ficoStorie di alberi, donne uomini di Antonio Pascale, un libro peraltro molto gradevole che racimola 54 voti. Il tuffatore (La nave di Teseo) ne ottiene 46, lavoro di Elena Stancanelli che racconta la vita di Raoul Gardini (La nave d Teseo); Scendendo la classifica si trova Nova (Adelphi) con 43 voti di Fabio Bacà, uno scavo psicologico che forse meritava maggiore considerazione da parte dei giurati, infine lo Stradario aggiornato di tutti i miei baci (Ponte alle Grazie) di Daniela Raniera ha raccolto appena 13 voti probabilmente anche a causa dell’impegno richiesto dalle sue 700 pagine.

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