domenica, 4 Dicembre 2022

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Vicenza, due convegni e una mostra per celebrare i dieci anni del Palladio Museum

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Domani a Vicenza il primo convegno con i direttori dei musei di architettura europei

La sede del Palladio Museum in contrà Porti

Il programma del decennale prende corpo con due importanti giornate di studio internazionali al Palladio Museum sul ruolo dei musei di architettura e sull’educazione all’architettura delle nuove generazioni. Domani, venerdì 30, The Future of Architecture Museums (Il futuro dei musei di architettura) porterà a Vicenza i direttori dei principali musei di architettura europei (Parigi, Londra, Stoccolma, Copenhagen, Tallin) per discutere su quale debba essere il mandato di queste istituzioni in un momento di profondi cambiamenti sul piano sociale e politico. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social del Palladio Museum (Youtube e Facebook).

Venerdì 7 ottobre sarà la volta di What adults don’t know about architecture (Quello che i grandi non sanno dell’architettura), un incontro in cui i responsabili di programmi educativi e progetti di ricerca dedicati alle nuove generazioni, provenienti da Italia, Turchia, Regno Unito, Germania e America Latina, confronteranno i modelli didattici, le diverse esperienze e le buone pratiche.

Quando il Palladio Museum aprì al pubblico, nel cortile del palazzo fu piantato un gelso, a ricordare che la Vicenza palladiana fu il frutto di una alleanza fra il genio di un artista e il talento imprenditoriale dei vicentini che nel Cinquecento producevano qui la miglior seta d’Europa. A questa alleanza fra cultura e impresa come motore di crescita reciproca, con la ricerca come terreno comune, è dedicata la grande mostra che si inaugurerà al Palladio Museum sabato 12 novembre e sarà aperta fino al 12 marzo 2023: Acqua, Terra, Fuoco. L’architettura industriale nel Veneto del Rinascimento, curata da Deborah Howard, studiosa di Rinascimento italiano e Professoressa emerita di Storia dell’Architettura all’Università di Cambridge.

Attraverso dipinti, mappe, disegni, oggetti d’arte e d’uso, la mostra racconterà il boom industriale del Veneto del Rinascimento, con le fabbriche del Nord-Est di cinque secoli fa. Frutto di una ricerca di tre anni nei musei, negli archivi e sul campo ha portato alla luce l’impatto che l’innovazione tecnologica promossa dalla Repubblica di Venezia ebbe sulla costruzione, e in alcuni casi l’urbanizzazione, dei centri produttivi: le infrastrutture proto-industriali suscitavano tanta meraviglia quanto l’architettura “alta”, e spesso erano localizzate nei cortili delle stesse ville palladiane, ad esempio in villa Barbaro a Maser, in villa Emo a Fanzolo o in villa Pisani a Bagnolo.

 

 

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