lunedì, 15 Aprile 2024
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Biometano, i cavarzerani ribadiscono il loro no

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Il sindaco Piefrancesco Munari promette battaglia, il Comune ha incaricato un agronomo e un avvocato amministrativista per opporsi in tutte le sedi opportune

Impianto di Biometano a Cavarzere nel sito di Ca’ Venier, la gente dice no e ora la lotta, dopo una partecipata assemblea organizzata dal Comune lo scorso settembre la questione potrebbe finire con molta probabilità in Tribunale.

Ma vediamo cosa è successo fino ad ora. L’azienda che vuole costruire l’impianto nel sito di Ca’ Venier ha ottenuto lo scorso maggio il via libera dalla Conferenza dei Servizi come atto conclusivo di un iter partito più di due anni prima. Il problema principale, come tutti gli impianti di questo tipo, sono le emanazioni di cattivi odori che i residenti non sono disposti a sopportare. L’impianto, che si estenderà su ben otto ettari di superficie, è considerato dai residenti troppo vicino al centro abitato.

Nell’impianto verrà fermentata la biomassa vegetale o zootecnica, in maggior parte letame, formando prima biogas e poi biometano.

Per la sua costruzione è stata incaricata la ditta “Cavarzere green energy”, che ha sede a Bovolone, nel Veronese. L’azienda, come si evince dal nome in questo caso, è stata creata appositamente per la realizzazione dell’impianto.

Il sindaco Pierfrancesco Munari ha promesso battaglia, durante il confronto pubblico con i cittadini ha sottolineato che ci sono ancora dei margini per poter trovare un accordo diverso dal sito individuato. Ci sono dei terreni, ha fatto sapere, più lontani dal centro abitato. L’azienda ha dato il via all’iter per la costruzione. La Regione, per ora, ha sospeso l’istanza autorizzativa. Il Comune di Cavarzere ha incaricato così un agronomo e un avvocato amministrativista per opporsi in tutte le sedi opportune alla realizzazione dell’impianto a Ca’ Venier e fare ricorso al Tar. I cittadini hanno espresso quasi senza voci discordanti la loro assoluta contrarietà all’impianto dicendosi pronti ad organizzare proteste incisive nel caso l’azienda proseguisse spedita nella sua costruzione. Tanti cittadini hanno sottolineato come l’idea di una energia green non sia distante dalle loro convinzioni, ma che la collocazione dell’impianto invece sia completamente sbagliata perché troppo vicina alle case.

Insomma si tratta di una lunga battaglia che rischia di andare avanti anni.

Alessandro Abbadir