domenica, 5 Febbraio 2023

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Padova: frode fiscale nel settore pellet, 4 arresti e sequestro di beni e finanze per oltre 1,5 milioni di euro

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Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, sono stati perquisiti capannoni industriali e abitazioni tra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia

Nella giornata di ieri, gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova e della Questura di Rovigo, nell’ambito di un’articolata indagine diretta dalla Procura della  Repubblica rodigina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal G.i.p. del Tribunale alla  sede nei confronti di cinque soggetti, ritenuti appartenenti a un sodalizio dedito alla commissione  di una serie di reati fiscali, con contestuale sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie  per oltre 1,5 milioni di euro. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, sono stati perquisiti  capannoni industriali e abitazioni tra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia (specificamente nelle  province di Brescia, Ferrara, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona).

Nel dettaglio, l’operazione ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone, di cui  quattro sottoposte agli arresti domiciliari e una all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A quest’ultima è stato anche notificato il divieto di esercitare qualsivoglia attività imprenditoriale per la durata di dodici mesi. È stato disposto, altresì, il sequestro preventivo di beni e disponibilità  finanziarie rinvenute all’esito dell’analisi di 67 conti correnti.

Le attività investigative hanno avuto origine nel 2021, allorquando la Squadra Mobile di Rovigo,  insospettita dall’ingente quantitativo di beni strumentali e merci, ha avviato una serie di  appostamenti presso un capannone sito in Casale di Scodosia (PD), nella disponibilità di una  società con sede legale a Dolo (VE), dedita al commercio di prodotti energetici (principalmente  pellet e legname). I poliziotti hanno sottoposto a sorveglianza il manufatto, anche mediante  l’utilizzo di telecamere, ipotizzando la ricettazione dei prodotti ivi giacenti. L’attività di sorveglianza

ha consentito agli investigatori di poter osservare un vorticoso flusso di mezzi pesanti, con targhe  croate e slovene, intestati a società indirettamente riconducibili agli stessi soggetti che  occupavano il capannone monitorato.

Ravvisando la sussistenza di significativi elementi indiziari, sintomatici di una potenziale frode  fiscale, l’A.G. di Rovigo ha co-delegato le indagini alla Compagnia della Guardia di Finanza di  Este, che già nel dicembre 2021 aveva sottoposto a sequestro preventivo il fabbricato industriale,  in esecuzione di un provvedimento cautelare dell’A.G. di Rovigo, per omissione colposa di cautele  o difese contro disastri o infortuni sul lavoro.

Le risultanze emerse dalle intercettazioni eseguite congiuntamente sono state avvalorate da  mirate attività ispettive della Guardia di Finanza, consistite nell’analisi della documentazione  contabile acquisita presso le sedi delle società interessate, nell’esecuzione di indagini finanziarie, nell’invio di questionari ai clienti e nel ricorso agli strumenti di cooperazione internazionale in  ambito fiscale.

Le sinergie sviluppate hanno permesso di indentificare i soggetti artefici del complesso  meccanismo di frode, grazie al quale una società con sede in provincia di Treviso ha “dirottato” il  proprio volume d’affari verso una società “schermo”, ossia la società operante presso il  capannone di Casale di Scodosia (PD), destinata verosimilmente al fallimento una volta esaurita la propria funzione all’interno del sistema fraudolento escogitato. I primi segnali di tale presunto modus operandi sono testimoniati dall’omessa presentazione della dichiarazione Iva relativa  all’anno 2021.

Si è riscontrato, infatti, che il denaro confluito sui conti correnti della società “schermo”, derivante  dalla cessione del pellet al “portafoglio clienti” della società “schermata”, veniva immediatamente  bonificato a favore di società slovene e croate, riconducibili all’amministratore di quest’ultima, così  consentendo di ricostruire la rete dei reali rapporti commerciali intercorsi tra i principali soggetti  economici coinvolti.

I clienti, sollecitati dai questionari inviati dai militari della Compagnia di Este durante il periodo in  cui erano in corso le intercettazioni, hanno chiesto delucidazioni ai referenti commerciali della  società “schermata”, a dimostrazione della falsità soggettiva delle fatture emesse dalla società  “schermo”. Quest’ultima, omettendo sistematicamente di versare le imposte, ha potuto immettere  sul mercato beni a prezzi maggiormente concorrenziali, a danno degli operatori onesti del settore, e ha consentito alla società “schermata” di occultare al fisco i propri introiti.

Parallelamente al meccanismo fraudolento sopra descritto, sono state disvelate ulteriori condotte  evasive poste in essere dalla citata società della bassa padovana. In particolare, dall’esame della  documentazione acquisita è emersa l’esistenza di due società, con sede a Lonato del Garda (BS),  di fatto ubicate nella provincia di Rovigo, le cui unica funzione era quella di ricevere fatture  oggettivamente false, recanti la descrizione di beni non commercializzati, di fatto, dall’impresa  padovana (a titolo esemplificativo, arredi per ufficio, piastrelle e carpenteria).

Le società in rassegna sono riconducibili a un imprenditore di 75 anni, residente nella provincia  di Rovigo, recentemente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, su richiesta  della Procura Distrettuale di Brescia, per associazione per delinquere finalizzata, tra l’altro, alla commissione di reati tributari, al fine di agevolare una cosca ‘ndranghetista del crotonese.

Sulla base delle ipotesi investigative delineate, il G.i.p. del Tribunale di Rovigo, accogliendo la  richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, ha emesso il citato provvedimento cautelare  personale e reale, fermo restando che, per il principio della presunzione di innocenza, la  colpevolezza delle persone coinvolte in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente  accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

L’attività in parola testimonia l’efficacia della sinergia operativa tra l’Autorità giudiziaria e le forze  dell’ordine, in ragione delle precipue competenze di ciascuna, per il contrasto di ogni forma di  criminalità.

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