domenica, 29 Gennaio 2023

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Riapre a Venezia il secondo piano del Museo Mariano Fortuny y Madraz

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Musei civici di Venezia, riapre al pubblico il secondo piano del Museo Mariano Fortuny y Madraz

È stato definito il Leonardo Da Vinci dell’età moderna per la sua capacità di creare e inventare, arricchendo con la sua tecnica e capacità di sperimentazione una molteplicità di ambiti artistici: dall’incisione alla fotografia, dall’illuminotecnica alla stampa su tessuto.

Dopo la riapertura al pubblico, nel mese di marzo, di una parte del museo Fortuny, da domani mattina sarà possibile visitare anche il secondo piano di palazzo Pesaro degli Orfei, che fu abitazione e atelier di Mariano Fortuny y Madrazo: artista eclettico e poliedrico, nato a Granada nel 1841, che fece di Venezia la sua città di adozione. Alla sua morte fu la compagna di vita Henriette Negrin, moglie e partner creativa di Fortuny, a donare il Palazzo e tutto il suo contenuto al Comune di Venezia ‘per essere utilizzato perpetuamente come centro di cultura in rapporto con l’arte’.

Il Sindaco Luigi Brugnaro e la Dirigente Muve e Responsabile del Museo Fortuny Chiara Squarcina

L’inaugurazione del nuovo allestimento, ideato dal maestro Pier Luigi Pizzi con Gabriella Belli e Chiara Squarcina, si è svolta questa mattina, alla presenza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. All’appuntamento erano presenti anche Mattia Agnetti, in rappresentanza della Fondazione Musei Civici Venezia, Chiara Squarcina, responsabile della sede museale e Mauro Bon, responsabile di Muve Educational.

 

Per la prima volta nella storia la Fondazione Musei civici di Venezia ha deciso di presentare al pubblico internazionale oggetti che erano conservati nei depositi: volumi straordinari di arte, scienza, tecnica, chimica, ottica, fisica, ingegneria che compongono la biblioteca privata dell’artista. Più di 150 album fotografici rilegati con le stoffe Fortuny che contengono le fotografie collezionate, divise per soggetto e che hanno costituito le fonti di ispirazione dell’artista; le incisioni e i torchi utilizzati per la loro realizzazione. ”Il cuore pulsante del palazzo – hanno sottolineato i conservatori – perché restituisce il background estetico e culturale di Mariano Fortuny”.

Una straordinaria figura che ha vissuto 50 vite in un arco temporale relativamente breve”, -ha rimarcato Squarcina-. “Ridare questo artista alla città di Venezia e al mondo voleva dire focalizzare l’anima di un imprenditore incredibile: un uomo che è riuscito a innovare e a realizzare brevetti, come nessun altro. Mariano Fortuny viveva, lavorava e creava in ogni stanza di questo palazzo. Abbiamo colto la necessità di andare a fondo dei suoi talenti. Il secondo piano costituisce un affondo di quello che Fortuny ha donato al mondo”.

Una personalità affascinante che verrà fatta conoscere anche agli studenti attraverso un itinerario guidato dal titolo ‘Nella casa Atelier di Mariano Fortuny’ promosso da Muve Educational e presto disponibile anche attraverso attività laboratoriali e activity book.

Il Sindaco Brugnaro: “I musei ci consentono di apprendere e imparare per progettare il futuro, ricostruendo un legame con la Venezia antica che tutto il mondo viene a vedere

Voglio ringraziare tutti i collaboratori della Fondazione Musei civici Venezia per il lavoro svolto in questi anni difficili per conservare il patrimonio culturale museale”, ha detto il sindaco Brugnaro. “Il Comune ha investito numerose risorse per consentire la ristrutturazione delle sedi dei suoi musei civici, per il ripristino dei danni causati dall’acqua alta del 2019 e per la sicurezza. La Fondazione è in piena salute, una condizione che ci farà affrontare con ottimismo i prossimi anni. Apprezzo molto l’attività educativa che si sta svolgendo con i bambini. Lo stesso spirito con cui facciamo conoscere la musica portando i maestri del teatro La Fenice nelle scuole. I musei non sono soltanto un luogo statico che racconta la storia in maniera passiva; ci consentono di apprendere e imparare per progettare il futuro, ricostruendo un legame con la Venezia antica che tutto il mondo viene a vedere”.

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