domenica, 5 Febbraio 2023

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Treviso verso il voto del 2023: Conte apre al dialogo

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Lega: Conte, il candidato che apre al dialogo mentre nella Marca la crisi del Carroccio dilaga.

Sindaco Mario Conte

Sarà un inverno lungo e complicato. Nel quale probabilmente l’unico raggio di sole a scaldare gli animi arriverà dall’aver potuto calare con largo anticipo il proprio asso nella manica per le amministrative della primavera 2023: Mario Conte, il sindaco uscente, il candidato già “benedetto” dai vertici locali e nazionali, che ha fatto bene, ha un consenso che a quanto si percepisce va oltre i gradimenti di bandiera. In una parola, ai trevigiani piace. Che è molto di più che riproporlo in nome della vecchia filosofia che un doppio mandato non si nega a nessuno, perché può succedere – ed è successo – che il vento cambi improvvisamente direzione e in una folata si porti via tutto, candidato sindaco compreso.

L’inverno della Lega a dire il vero è cominciato all’alba del 26 settembre scorso, quando il capoluogo della Marca si è svegliato con uno scenario politico sbalorditivo. Nel fortino del Carroccio dalla sera alla mattina i leghisti sono spariti o quasi. Il partito che amministra praticamente con maggioranza assoluta la città (fatti salvi due forzisti – il vicesindaco Andrea De Checchi e il consigliere Davide Acampora – e l’ex forzanovista di Fratelli d’Italia Davide Visentin) è stato relegato dal voto politico in quarta posizione, doppiato dal Partito democratico e addirittura superato dall’inedita coalizione di Calenda e Renzi.

Portare a casa poco più dell’11 per cento nella Treviso dura e pura che fu di Gentilini e Gobbo e che ora è nelle mani di Conte no, non è facile da digerire. Forse se l’aspettavano, magari non con una tale sberla, considerati i tanti mal di pancia (ormai non più taciuti come avveniva abilmente nel passato, quando i panni sporchi si lavavano solo ed esclusivamente fra le quattro mura del K3) nei confronti del leader Matteo Salvini anche da parte dei militanti storici e la crisi di un partito che in tutta la provincia si è manifestata e continua a manifestarsi a suon di débâcle, fuoriuscite, rotture, dimissioni, tessere riconsegnate (vedi Conegliano, Mogliano, Nervesa, Castelfranco).

Una bella gatta da pelare, alla vigilia di una così importante campagna elettorale. Che fino a qualche mese fa sembrava tutta in discesa e magari alla fine lo sarà, ma oggi come oggi costringe a fare i conti con il nuovo primo partito cittadino: Fratelli d’Italia, dove sono travasati i voti persi dalla Lega. Conte non fa una piega, dice di non essere preoccupato, che l’esito del voto dei cittadini va rispettato, che però la credibilità va recuperata e che quei voti travasati devono tornare al legittimo proprietario.

Ma il sindaco-candidato sindaco fa di più, decidendo di sgomberare il tavolo da ogni preclusione ideologica e partitica, affermando di essere aperto al dialogo con chiunque voglia confrontarsi sulla visione di città. Un chiunque che nello specifico si chiama Terzo Polo. “Da Treviso può partire un messaggio diverso, incentrato sui temi e sulle esigenze dei cittadini”, afferma Mario Conte. Per ora nessuno, almeno pubblicamente, ha detto sì. Ma neppure ha chiuso la porta. L’inverno sarà lungo e l’impressione è che potrebbe essere un inverno caldo.

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