martedì, 31 Gennaio 2023

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“Cambiamento climatico: cosa ne pensano I cittadini del miranese”

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I ricercatori sugli esiti di un sondaggio di Legambiente: “Necessità e desiderio di essere maggiormente sensibilizzati sul cambiamento climatico”

I cambiamenti climatici nell’area del miranese sono percepiti in maniera netta dai residenti, che chiedono maggiori controlli per l’inquinamento atmosferico, il traffico e la cementificazione. I dati arrivano da uno studio dello Iuav di Venezia tramite il questionario “Cambiamento climatico: cosa ne pensano I cittadini del miranese” predisposto dal circolo Legambiente in collaborazione con il Planning Climate Change Lab1 dell’università veneziana al fine di valutare quali siano la percezione, la conoscenza e l’interesse sul tema dei cambiamenti climatici dei cittadini.

Il questionario, che si proponeva di essere uno strumento di indagine, ma anche, e soprattutto, di sensibilizzazione dei cittadini, fornendo uno spunto di riflessione su tematiche e beni di interesse collettivo e su misure che per divenire efficaci richiedono un impegno ed una partecipazione condivisa, si è svolto nel territorio e on line tra maggio e settembre 2021, ed ora i risultati sono stati analizzati e sono disponibili.

296 i cittadini coinvolti con un numero maggiore di femmine rispetto ai maschi e fascia di età maggiormente rappresentata quella 40-70 anni. La maggior parte dei rispondenti abita nella prima cerchia urbana (42%), ma ben rappresentati sono stati anche i quartieri periferici (19%), il centro storico (18%) e le zone di campagna (12%). Entrando nei dettagli dei risultati, alla domanda su quali saranno gli impatti e le conseguenze principali che interesseranno il territorio del miranese nel prossimo futuro, i timori principali si sono dimostrati: un maggiore consumo di energia elettrica per raffrescamento, danni a persone o cose per eventi metereologici estremi e aumento degli insetti nocivi e infestanti.

Le priorità di intervento dovrebbero invece essere garantire la salvaguardia della salute delle persone, ma anche limitare i danni al settore agricolo e ai raccolti, percepiti particolarmente esposti agli impatti di eventi metereologici estremi. “Dalle risposte fornite – concludono i ricercatorisi evince con chiarezza la necessità e il desiderio di essere maggiormente sensibilizzati riguardo questa tematica, che sempre di più sta diventando una priorità”.

 

Massimo Tonizzo

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