domenica, 4 Dicembre 2022

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HomeVenetoAttualitàDalla Regione oltre 900mila euro per la bonifica della discarica a Mira

Dalla Regione oltre 900mila euro per la bonifica della discarica a Mira

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Mira, assessore Marcato: “La salvaguardia del territorio veneto e, in particolare della laguna di Venezia, sono prioritarie”

ZLS marcato venezia rodigino porto
Roberto Marcato

“Parola d’ordine: sicurezza e salute. La Regione del Veneto continua a prodigarsi, con il suo lavoro, per la salvaguardia del territorio e, di conseguenza, per la salute dei suoi cittadini. Quando, infatti, un ambiente è sano anche le persone che vi risiedono stanno meglio. Per la Regione è prioritaria la lotta contro l’inquinamento, con un occhio di attenzione alla Laguna di Venezia e alle aree circostanti, considerate un problema di importante interesse nazionale. Una lotta che è garantita tramite la prevenzione e grazie ad interventi mirati ed efficaci. Ne diamo anche oggi prova concreta con il nuovo provvedimento deliberato”. 

Sono le parole che l’Assessore regionale allo sviluppo economico con delega alla Legge Speciale per Venezia, Roberto Marcato, esprime in riferimento alla Dgr approvata in Giunta regionale per avviare a conclusione un importante intervento di bonifica dell’ex discarica di via Teramo, nel Comune di Mira, nel veneziano. La deliberazione, inoltre, individua nel Commissario governativo per la realizzazione degli interventi necessari sulle discariche abusive presenti sul territorio nazionale, l’unico soggetto beneficiario della quota residua di finanziamento regionale di oltre 900mila euro che saranno impiegati per la bonifica della discarica mirese.

“Con il Provvedimento in oggetto, – ha evidenziato Marcato – la Regione contribuisce fattivamente al risanamento ambientale di un’area inquinata atteso dalla popolazione da quasi un quarto di secolo, in piena collaborazione con il Commissario governativo Generale Giuseppe Vadalà, che ringrazio, apprezzandone ancora una volta la disponibilità e professionalità dimostrate assieme alla sua squadra”. 

La vicenda inizia nel 1998, quando in via Teramo, a Borbiago, si scoprì che, negli anni Sessanta e Settanta erano stati sepolti di nascosto oltre 7000 fusti tossico-nocivi provenienti da Porto Marghera. Un anno dopo una commissione parlamentare d’inchiesta si occupò della vicenda, ma la bonifica definitiva dell’area non è ancora stata portata a termine.

La Regione del Veneto si è attivata già nel 1999, individuando uno specifico finanziamento a valere sui fondi della Legge Speciale per Venezia, pari a circa 1,1 milione di euro a favore del Comune di Mira, al fine di fronteggiare la situazione di emergenza ambientale venutasi a creare in quell’area, per l’esecuzione di interventi di bonifica e ripristino ambientale del sito in questione.

La complessa vicenda continua con l’inserimento dell’area nell’elenco di circa 200 discariche oggetto di una procedura di infrazione comunitaria, che ha portato, nel 2007, ad una prima sentenza di condanna nei confronti dell’Italia da parte della Corte Europea di Giustizia, per inadempienza rispetto agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti. È seguita ad essa una seconda sentenza, che nel 2014 ha condannato definitivamente lo Stato italiano al pagamento di una sanzione forfettaria di circa 40 milioni di euro e di una penalità semestrale iniziale di oltre 42 milioni di euro, da cui detrarre 400mila euro per ciascuna discarica, contenente rifiuti pericolosi, messa a norma, e 200mila euro per ogni discarica contenente rifiuti non pericolosi regolarizzata, da pagare fino all’esecuzione completa della sentenza.

Al fine di affrontare in maniera strutturale la complessità di risoluzione della procedura di infrazione comunitaria citata, il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di nominare, a partire dal 2017, il Gen. B. CC. Giuseppe Vadalà, quale Commissario straordinario (ora Commissario Unico) con il compito di realizzare tutti gli interventi necessari all’adeguamento alla vigente normativa delle discariche abusive, fra le quali anche l’ex discarica di via Teramo.

A seguito di questa nomina, la Giunta regionale ha adottato questo provvedimento, relativo al cambio del soggetto beneficiario per l’intervento di riqualificazione ambientale dell’area, assegnando contestualmente al Commissario Vadalà la quota residua del finanziamento regionale, a valere sulla Legge Speciale per Venezia, pari a 922.542,78 euro.

Visita alla control room del Mose di Venezia: “Le grandi opere, in Veneto e in Italia, devono essere affrontate senza preconcetti”

“Il Mose è davvero efficace e potrà proteggere Venezia anche nei prossimi giorni: gli esperti ci hanno confermato oggi che fra il 21 ed il 22 è prevista un’importante acqua alta, che potrebbe superare la soglia dei 130 centimetri. In questi giorni le previsioni hanno ipotizzato che il livello dell’acqua potrebbe raggiungere addirittura i 145 centimetri. Ciò significherebbe che – se non avessimo avuto il Mose – oltre metà della città di Venezia sarebbe stata sommersa”.

Lo dichiara il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dopo la visita effettuata oggi alle paratie mobili e alla control room dell’opera, insieme al vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

“Ho avuto modo di apprezzare nuovamente la tecnologia che governa quest’opera – prosegue il presidente Zaia -. Un sistema complesso, dove le componenti meccaniche non possono prescindere dall’elettronica, dall’informatica, dall’analisi dei dati. Ma, soprattutto, sulla capacità di tanti professionisti, anche della Regione Veneto, di collaborare a modelli previsionali sempre più efficaci, che finora hanno permesso per ben 35 volte l’attivazione del sistema, proteggendo Venezia”.

“È questa la dimostrazione – conclude il Governatore – che le grandi opere, in Veneto e in Italia, devono essere affrontate senza preconcetti, affidandosi ai tecnici e agli specialisti, prima di ogni posizione ideologica. Senza porre veti prima di aver considerato per ogni progetto l’utilità per la collettività. Serve uno sforzo per dotare il territorio ed il Paese di opere che guardino al futuro, realizzate con estrema serietà e determinazione, con ogni rigoroso controllo”.

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