sabato, 10 Dicembre 2022

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Noale, anziani: una palestra cognitiva contro la demenza

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Centinaia i quesiti fatti dagli anziani agli esperti sugli effetti dell’Alzheimer e su come prevenire il decadimento con corretti stili di vita.

Noale

Prosegue l’intesa tra il Comune di Noale e l’associazione Auser circolo Dal Maistro che in questi anni stanno lavorando per lo sviluppo di un welfare inclusivo e attento alle varie forme di marginalità e di fragilità. Nel corso nel 2022 nell’ambito del progetto “Attivamente: bocce e non solo al Parco Gagliardi” è stato realizzato un percorso di potenziamento cognitivo dal titolo “la palestra cognitiva”, volto ad implementare una sensibilizzazione sulla prevenzione del decadimento cognitivo attraverso modalità di coinvolgimento attivo e partecipato.

Le sedute, gestite dalla psicologa Sara Fenzo di Rindola Impresa Sociale, sono state caratterizzate da un’alta interazione tra i partecipanti, stimolando confronti sul decadimento cognitivo e sulle linee guida per il benessere psico-fisico, arma fondamentale di prevenzione contro la demenza.

L’assessore ai servizi alla persona Annamaria Tosatto: “In molti anziani solo il pensiero di poter soffrire un giorno di demenza genera ansia”

“Una delle domande più ricorrenti- spiega l’assessore ai servizi alla persona Annamaria Tosatto– era: ma se ho difficoltà a ricordarmi le cose, significa, che devo preoccuparmi? Potrei avere l’Alzheimer? In molti anziani solo il pensiero di poter soffrire un giorno di demenza genera ansia. Cresce la paura di perdere la memoria, il timore di compiere atti inconsulti, di dimenticare la pentola sul gas, di uscire di casa e non ricordarsi più la strada del ritorno. Si teme soprattutto la perdita della propria autonomia, l’isolamento, la fine della vita attiva”.

In Italia soffrono di demenza oltre un milione di anziani e per avere più informazioni in merito la Regione Veneto ha attivato un apposito sito: www.demenze.regione.veneto.it.

“Invecchiare -spiegano dal Comune- comporta una serie di cambiamenti nei differenti aspetti della cognizione; tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che, anche in età avanzata, il cervello è plastico e può beneficiare del potenziamento cognitivo. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato come, contrariamente a quanto si riteneva in passato anche dopo i sessantacinque anni il cervello è plastico e può incrementare il funzionamento cognitivo. Con la pandemia è chiaramente emersa quanto importante sia per l’uomo da sfera sociale, il coltivare amicizie, lo stare insieme. La solitudine è una compagna drammatica della terza età ed è un fenomeno sempre più frequente a causa dei moderni stili di vita”.

Massimo Tonizzo

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