domenica, 4 Dicembre 2022

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Venezia, ecco il piano per salvare il Ca’ Vendramin

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Il Casinò di Venezia a Palazzo Ca’ Vendramin: un luogo storico che nel 2021 ha incassato 57 milioni e 800mila euro

Il Casinò di Venezia nel palazzo Ca’ Vendramin Calergi resiste agli aventi mondiali e apre a diverse soluzioni per potersi sostenere. La nota positiva è che nel 2020, a fronte di sei mesi di chiusura, gli incassi sono stati di 44,3 milioni di euro mentre nel 2021 sono stati incassati 57 milioni e 800 mila euro. Un casinò, quindi, storico e apprezzato da tutti i giocatori che ha subito una crisi, certamente, dovuta ad eventi esterni che hanno, naturalmente, colpito globalmente l’economia ma che nonostante questo ha saputo rialzarsi.

Ca’ Vendramin, la situazione oggi

Aperto tutta la notte come i grandi casinò di Las Vegas ma anche sede del nuovo ristorante dello chef stellato Alessandro Borghese. Così il casinò di Venezia si rifà il look ma soprattutto si conforma ai tempi per trovare soluzioni nuove che diano sostenibilità alla struttura, oltre la sala giochi. Nel primo caso l’idea è stata quella di aprire dal venerdì alla domenica senza soluzione di continuità per poter intercettare giocatori a tutte le ore e naturalmente con l’obiettivo di aumentare gli incassi. Una soluzione che ha trovato l’iniziale resistenza dei sindacati ma che poi è andata a buon fine garantendo riposi, contratti e turni equi ai lavoratori.

Con la scelta di dedicare un’ala del palazzo Ca’ Vendramin ad Alessandro Borghese, poi, l’obiettivo è stato il medesimo. Il ristorante si chiama “Ab – Il lusso della semplicità” e offre un mix dei piatti grandi classici dello chef, come l’Anatra alla torba, ai piatti della tradizione veneziana, naturalmente con qualche variazione.

Ca’ Vendramin, la storia

La bellezza di questo posto è data anche, e soprattutto, dalla storia del palazzo Ca’ Vendramin, che è molto antica. La sua costruzione risale al 1509, ma ci misero 28 anni per completarlo, da parte della famiglia Loredan che però dopo quasi un secolo dovettero vendere al duca Eric II di Brunswick-Calenberg. Per due secoli, poi, il palazzo passò di mano in mano prima al duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, poi a Vettor Calergi per le sue nozze con la nobildonna Elisabetta Gritti, e infine, nel 1739, a Nicolò Vendramin dopo aver sposato una Calergi: ecco il nome del palazzo, Vendramin Calergi. Le peripezie di questo edificio però non finirono qui e un secolo dopo il palazzo, transitato brevemente per le mani della nobile Carolina di Borbone, fu assegnato all’Ordine Sovrano di Malta fino ai Duchi della Grazia alla fine dell’’800. Con due Guerre mondiali di mezzo e una storia che cambiava rapidamente, nel 1946 il palazzo passò nelle mani del Comune di Venezia il quale collocò la sede invernale del Casinò di Venezia. Oggi la proprietà del Palazzo appartiene al Casinò di Venezia Spa, una società partecipata con l’amministrazione comunale e continua ad
essere luogo di intrattenimento di classe in un ambiente dal fascino intramontabile.

Ca’ Vendramin, dai casinò fisici a quelli online

Lo svilupparsi dell’online e i recenti accadimenti nel mondo hanno spinto sempre più giocatori e appassionati a trasferire i propri momenti di intrattenimento sul computer o sui dispositivi mobili. Se, infatti, fino a qualche anno fa le sale gioco, i casinò fisici e tutti i luoghi di aggregazione ludica erano al centro dell’intrattenimento ora non è più così. E dall’altra parte, quella degli investitori, dei proprietari delle piattaforme di gioco, hanno colto la palla al balzo per investire sempre più in sviluppo tecnologico e nel migliorare nell’offerta le proprie piattaforme. La proposta delle sale da gioco virtuali è attenta a creare
situazioni di gioco simili a quelle delle sale tradizionali e a risultare attrattiva per gli utenti tramite l’adozione di promo dedicate che non trovano riscontro nei casinò fisici. Ad esempio, se su Google si cercano informazioni sui codici bonus dei casino ci si rende subito conto di quanto sia imponente la volontà di valorizzare le piattaforme web a scapito delle sale terrestri. È il segno dei tempi che cambiano. Il mondo si sposta sempre più verso il digitale, questo è certo, ma allo stesso tempo non si può negare che il fascino di un casinò fisico, soprattutto di lusso come quello di palazzo Ca’ Vendramin non ha eguali. Certo, i target di riferimento sono differenti e per questo nel Palazzo si è cercato di differenziare ponendo novità commerciali, così come sul web è possibile venire incontro alle esigenze di ogni tipo di giocatore. D’altronde, secondo gli ultimi dati, in Italia il 30% della popolazione è iscritta ad almeno una piattaforma di gioco.

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