lunedì, 15 Aprile 2024
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7.76 miliardi di gettito in soli 9 mesi. I numeri record del gioco pubblico nel 2022

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Il gioco pubblico è un argomento sempre molto discusso, che divide l’opinione pubblica in poli contrapposti.

È un dato di fatto, però, il contributo non indifferente che dà alle casse statali come evidenzia la grafica estratta da Gaming Report.

Ovviamente questa componente contribuisce a propria volta al dibattito, tuttavia il sistema concessorio di gestione del gioco pubblico che abbiamo in Italia è in realtà preso come modello a livello internazionale.

Effettivamente, i dati del 2022 analizzati dal blog specializzato Gaming Reportsi rivelano particolarmente rosei. Nei primi tre trimestri sono quasi stati eguagliati i risultati dell’intero 2020, con una previsione quindi di introiti particolarmente buoni per l’intero anno fiscale.

Lasciando un attimo da parte il primo anno in cui la pandemia ha influenzato la situazione sull’intero territorio nazionale, invalidando anche la raccolta del gioco pubblico, basta guardare al 2021 per capire che il settore del gioco legale sta vivendo un momento di crescita. Rispetto all’anno scorso è stato osservato un incremento del 40,41% in termini di gettito fiscale, pari a 7.76 miliardi di euro. E questo solo per i primi nove mesi dell’anno.

È parere del direttore giochi di ADM Stefano Saracchi che i risultati complessivi del 2022 saranno i più alti di sempre a livello fiscale, per il comparto del gioco pubblico.

Un risultato raggiunto, spiega Saracchi in un video pubblicato sull’Agenzia di Stampa Agimeg, grazie alla riuscita operazione di conversione degli utenti verso il canale legale, esito a sua volta della perpetua lotta che l’Agenzia Accise Dogane e Monopoli da anni intenta contro il mercato illegale e i canali illeciti di gioco.

Guardando invece alle singole categorie di gioco, spicca il dato degli apparecchi da intrattenimento, i quali hanno contribuito al gettito per quasi il 45% del totale. Dato che potrebbe far trasparire preferenze e gusti dei giocatori, ma che va anche valutato alla luce della pressione fiscale a cui tali giochi sono sottoposti, la più alta dell’intero settore.

Intramontabili anche giochi numerici e lotterie, che superano di poco il 39% nel contributo all’erario, mentre scommesse e altri giochi coprono la restante quota rimasta scoperta.

Un settore decisamente importante per l’economia dello Stato italiano, che a breve si troverà di fronte alla sempre più impellente necessità di un riordino, per risolvere quelli che Saracchi definisce strumenti legislativi frammentati. “Riunificare sotto un unico codice del gioco che possa disciplinare attentamente e tutelare i giocatori sotto ogni tipologia di aspetto sia procedurale che legislativo è ciò che ci attendiamo. Ma il Governo ha sicuramente le idee chiare sotto questo aspetto perché sta lavorando in maniera importante al riordino” è quanto ha commentato il direttore giochi dell’Agenzia.

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