martedì, 31 Gennaio 2023

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Legge di Bilancio 2023, il Sottosegretario Massimo Bitonci: “Siamo in chiusura”

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E’ stata approvata in Commissione la Legge di Bilancio da 35 miliardi. Il prossimo step è il voto di fiducia.

E’ stata approvata ieri, martedì 20 dicembre, in Commissione, la Legge di Bilancio 2023. Ne parliamo con il sottosegretario padovano, Massimo Bitonci:

In molti la definiscono una corsa contro il tempo, si riuscirà a chiuderla entro il 31 dicembre?

Siamo in chiusura. Ieri sera è stato approvata in Commissione, quindi con mandato al relatore, domani ci saranno le discussioni in aula e poi ovviamente ci sarà il voto di fiducia. Sicuramente avverrà entro il 31 dicembre, quindi non si rischia l’esercizio provvisorio, come abbiamo sentito questi in giorni dall’opposizione del Partito Democratico, ma anche dagli altri che gridavano “Aiuto, aiuto”. Io ne ho fatte parecchie di leggi di bilancio in questi anni, e devo dire che le tempistiche sono sempre state queste.

Ma quali sono i punti salienti di questa nuova manovra? 

Si va ad approvare una legge di bilancio da 35 miliardi di euro, dove 21 miliardi sono destinati ad aiuti per le imprese e alle famiglie, legati ovviamente al caro delle bollette, con il taglio degli oneri di sistema sull’IVA del gas, e una altra serie di aiuti puntuali. C’è poi tutta un’altra parte della legge di bilancio che mira al taglio del cuneo contributivo. Ci sono anche altre misure che riteniamo importanti, come quelle per ampliare il regime forfettario, c’è la Flat Tax prima a 65 mila euro, adesso 50 mila euro. E’ stata inserita poi tutta una serie di altre misure, come Quota 100 ma anche il tema importante della tregua fiscale, cioè la possibilità per chi ha un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate di rateizzare in 5 anni con il sistema della rottamazione.

In questi giorni si è discusso molto anche della norma saltata sul POS. Torna quindi la vecchia misura che prevede la sanzione di 30 euro a chi rifiuta il pagamento elettronico:

E’ un tema che ha agitato politicamente un po’ tutti. Io continuo a ripetere, ormai da anni, che il problema sono le commissioni bancarie, non tanto l’obbligatorietà del POS. Capisco quindi la mobilitazione dei commercianti. Bisogna trovare una soluzione affinché le commissioni bancarie, soprattutto quelle piccole, siano fatte attraverso un accordo con il sistema interbancario. Ovvero le transazioni di importo inferiore ai 30, o anche ai 10 euro, abbiano commissioni zero o commissioni molto limitate. Facendo così, si arriva a risolvere il problema dell’obbligatorietà dell’utilizzo del POS. Nel momento in cui non ci sarà il pagamento delle commissioni sugli importi bassi è logico che l’utilizzo del POS potrà essere uno strumento meno oneroso soprattutto per i commercianti.

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