lunedì, 6 Febbraio 2023

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Treviso, scoperti dai NAS 165 sanitari irregolari in ospedali e R.S.A

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I NAS di Treviso hanno segnalato 205 persone e sono emersi casi di esercizio abusivo della professione sanitaria

I Carabinieri NAS, d’accordo con il Ministero della Salute, dalla metà del mese di novembre hanno pianificato e condotto mirati servizi di controllo su tutto il territorio nazionale presso strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private che, per sopperire alla carenza di personale e garantire l’erogazione minima dei servizi di cura e assistenza, ricorrono sempre più spesso a contratti di appalto per avvalersi di professionalità sanitarie – medici, infermieri e operatori sanitari – forniti da società esterne, solitamente riconducibili a cooperative.

Al fine di verificare la correttezza applicativa di tale modalità di reclutamento, l’adeguatezza dei titoli abilitativi e il rispetto dei turni di servizio e della fruizione delle assenze, sono stati svolti accessi presso 1.934 strutture sanitarie, monitorando 637 imprese/cooperative private e verificando l’idoneità di oltre 11.600 figure tra medici (13%), infermieri (25%) e altre professioni sanitarie (62%) (operatori socio-assistenziali, tecnici di laboratorio e figure similari), riscontrando irregolarità in 165 posizioni lavorative.

I NAS hanno segnalato complessivamente 205 persone, tra responsabili di cooperative, titolari di strutture sanitarie e operatori sanitari, di cui 83 all’Autorità Giudiziaria e 122 a quella Amministrativa.
In particolare, sono stati deferiti 8 titolari di cooperative per l’ipotesi di reato di frode e
inadempimento nelle pubbliche forniture, ritenuti responsabili di aver inviato personale in attività di assistenza ausiliaria presso ospedali pubblici, in numero inferiore rispetto a quello previsto dalle condizioni contrattuali con l’Azienda sanitaria o impiegato semplice personale privo del prescritto titolo abilitativo, anziché figure professionali socio-sanitarie e, infine, personale medico non specializzato per l’incarico da ricoprire.

È stata accertata la fornitura di medici da parte di cooperative con età anagrafica superiore a quella stabilita contrattualmente – anche sopra i 70 anni – e l’impiego esternalizzato di risorse umane non adatto a esigenze di specifici reparti ospedalieri, come la fornitura presso reparti di “ostetricia e ginecologia” di personale sanitario non formato a gestire parti cesarei o personale medico da impiegare presso il pronto soccorso non specializzato in “medicina di urgenza”.

Sono emersi molteplici casi di esercizio abusivo della professione (43 operatori) in particolare riguardanti lo svolgimento di attività infermieristiche in assenza di iscrizione all’albo e senza il riconoscimento dei titoli acquisiti all’estero, frequentemente favorite dalla mancanza di verifica preliminare da parte dei responsabili delle cooperative.
In un caso, una cooperativa attiva nella provincia di Latina ha fornito un medico, già in servizio presso un ospedale pubblico in rapporto esclusività, a un nosocomio di un’altra provincia per ricoprire turni di guardia.

Numerose le violazioni evidenziate dai NAS circa l’impiego di figure sanitarie esterne, collocate in attività lavorativa senza l’adeguata formazione sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state accertate e contestate anche violazioni per carenze autorizzative, funzionali e strutturali che hanno determinato, nei casi più gravi, la chiusura di 5 strutture socio-sanitarie.

Gli interventi più significativi

Nas Torino
Sono stati denunciati il titolare e il direttore di una RSA della provincia di Torino, insieme al responsabile e a 4 dipendenti della cooperativa sociale fornitrice del personale della struttura. Gli accertamenti hanno consentito di appurare che i 4 dipendenti esercitavano la professione sanitaria di infermieri, privi del riconoscimento dei rispettivi titoli abilitanti alla professione.

Un ulteriore controllo eseguito presso un presidio ospedaliero della provincia di Vercelli, ha determinato la denuncia del legale rappresentante della società cooperativa gerente i servizi sanitari in favore della struttura, per aver fornito medici di età anagrafica superiore a quella stabilita contrattualmente (under 70) e inviato personale sanitario, tra cui medici generici non adeguatamente formati e incapace di effettuare parti cesarei al reparto di “ostetricia e ginecologia”.

Nas Milano
Nel corso dei controlli presso una RSA della provincia di Milano, è stata accertata la presenza in servizio di un’infermiera, di cittadinanza extra-UE, priva dei necessari titoli abilitanti alla professione sanitaria sul territorio nazionale. La donna è stata quindi denunciata per esercizio abusivo della professione, in concorso con il responsabile della cooperativa fornitrice del personale sanitario alla struttura e ai due titolari della RSA.

Nas Alessandria
Dopo i controlli in una casa di riposo della provincia di Cuneo, sono stati denunciati una donna, socia di una cooperativa di Cuneo, per aver esercitato abusivamente la professione di infermiera e il presidente del consiglio di amministrazione della stessa cooperativa per aver omesso di verificare il possesso del titolo da parte della donna.

Due ulteriori controlli eseguiti presso RSA nelle province di Cuneo ed Alessandria, hanno determinato la segnalazione alle competenti Autorità Amministrative dei legali rappresentanti delle società cooperative fornitrici del personale, per aver inviato presso le residenze rispettivamente 2 e 5 operatori socio sanitari privi del titolo abilitativo.

Nas Firenze
In una RSA della provincia di Prato, sono state denunciate una fisioterapista e la responsabile di una cooperativa di Pistoia che aveva consentito alla prima di svolgere la propria attività all’interno della residenza sanitaria, in assenza dell’iscrizione al relativo albo delle professioni.

Nas Latina
È stato denunciato un medico chirurgo convenzionato, con rapporto di esclusività presso il pronto soccorso di un ospedale della provincia di Roma, per aver effettuato turni di guardia, per conto di una cooperativa di servizi sanitari, presso un altro nosocomio della provincia di Latina.

Nas Campobasso
Sono stati denunciati due titolari di una società cooperativa per aver fornito servizi sanitari diversi da quelli appaltati dall’Azienda Sanitaria Regionale, presso i reparti di pediatria di più ospedali molisani. In particolare è stato accertato l’impiego di medici in turni continuativi di oltre 24 ore, senza la concessione di alcun riposo, previsto dopo le 12 ore di servizio. Gli oltre 100 turni lavorativi con orari notevolmente in esubero sono stati effettuati sia da medici forniti dalla citata cooperativa, sia da quelli appartenenti all’Azienda Sanitaria Pubblica, motivo per cui si è proceduto a segnalare alla competente Autorità Amministrativa anche il direttore generale della locale Azienda Sanitaria.

Nas Catania
In seguito a un controllo effettuato presso il pronto soccorso di un presidio ospedaliero di Catania, è stato denunciato il presidente della cooperativa gerente le attività interne di assistenza ausiliaria ritenuto responsabile di frode contrattuale nelle pubbliche forniture. È stata infatti rilevata la presenza, nel turno lavorativo, di personale ausiliario in numero inferiore rispetto a quello previsto dalle condizioni contrattuali stabilite nel disciplinare di gara.

Allo stesso modo sono stati denunciati i presidenti di due cooperative private di servizi sanitari gerenti la fornitura di personale specializzato in due ulteriori presidi ospedalieri della provincia di Catania dove è stato rilevato, in un caso presso l’unità operativa complessa di chirurgia generale, l’impiego di normale personale ausiliario privo del prescritto titolo abilitativo in luogo di figure professionali socio-sanitarie e nell’altro, presso il reparto di pronto soccorso, l’impiego di personale medico privo della specializzazione in medicina e chirurgia di accettazione e urgenza.

Nas Napoli
È stato denunciato il presidente del consiglio di amministrazione di una cooperativa sanitaria della provincia di Napoli per aver omesso di attuare le previste visite mediche e la formazione dei propri lavoratori.

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