martedì, 31 Gennaio 2023

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Dorme in auto per due mesi, si salva grazie alla solidarietà: la storia di un 60enne di Rovigo

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L’avventura a lieto fino di un 60enne rodigino, che ha atteso alcuni mesi, prima di essere ammesso nella lista degli aventi diritto ad una casa Ater

Dal dramma di passare due mesi a vivere, lavarsi e dormire nella propria auto, a causa di uno sfratto improvviso, all’ottenere finalmente dal Comune di Rovigo, un alloggio Ater. È questa la storia a lieto fino di un 60enne rodigino, che ha atteso alcuni mesi, prima di essere ammesso nella lista degli aventi diritto ad una casa Ater, pur avendone tutti i requisiti.

Tutto ha avuto inizio con i primi di settembre, quando il meteo era ancora favorevole e le temperature erano ancora accettabili anche di notte. R.P., che aveva una casa di sua proprietà a Lendinara, si vede dall’oggi al domani, costretto a vivere nella sua automobile, pur avendo comunque un lavoro, che gli permette almeno di mangiare. Da quello che ha raccontato R.P., dalla fine di settembre è pronta una graduatoria ufficiale di emergenza abitativa, con 15 alloggi Ater già destinati dal Comune ad altrettante famiglie indicate come disagiate e in stato di emergenza. In questa graduatoria era presente anche il protagonista di questa storia a lieto fine, il quale, dopo avere “beneficiato” di temperature miti fino ad ottobre, grazie ad un prolungamento inatteso dell’estate, tra novembre e gli inizi di dicembre, con l’arrivo del vero autunno e soprattutto dell’inverno, ha patito molto freddo, sempre dormendo in auto. All’interno dell’abitacolo non solo dormiva, ma anche si lavava, utilizzando una bacinella riempita con dell’acqua. Intanto, la storia del 60enne senza casa, che però lavora, costretto a dormire in auto in area “Maurizio Tosi”, ha fatto il giro di tutta la città e non solo.

La vicenda era nota anche alle forze dell’ordine, che più volte, facendo le ronde notturne, lo hanno visto in sosta dentro l’auto, facendogli notare che non si può stare in auto, pur capendolo. L’Ater però non gli dava la casa, tentennando. La macchina della solidarietà, composta da tre persone in particolar modo, si è mossa alla grande, facendogli avere la tanto attesa casa, con un amministratore di sostegno, poco prima di Natale.

Ruggero Principe

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