lunedì, 11 Dicembre 2023
 
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Influenza nei bambini: come uscirne vivi

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Franco Pisetta, segretario veneto della Federazione Italiana Medici Pediatri, spiega come affrontare l’influenza nei bambini.

L’influenza, si sa, mette in crisi ogni anno tantissime famiglie, ma soprattutto le mamme. Per trovare risposte ( e qualche rassicurazione) abbiamo parlato con Franco Pisetta, segretario veneto della Federazione Italiana Medici Pediatri.

Qual è la situazione al momento. C’è una grande diffusione dell’influenza fra i bambini?
Al momento c’è una stasi conseguente alle vacanze: per quindici giorni i bambini e i ragazzi sono stati a casa per le vacanze natalizie e ovviamente si è ridotta di molto la diffusione dell’influenza. Negli ultimi giorni di dicembre, prima dell’inizio delle vacanze, eravamo arrivati ad un’epidemia veramente importante, tanto che in certe classi l’assenza riguardava il 90% dei bambini. Inoltre, l’influenza è arrivata anche con sintomi rilevanti (febbre alta e duratura e prevalentemente sintomi delle vie respiratorie) come era prevedibile osservando l’andamento influenzale nell’inverno dell’emisfero australe. In Veneto c’è stata una diffusione importante sia per sintomi che per entità. Insomma, nella durata anche di svariati giorni è stata una situazione piuttosto importante e grave.

– Quando è il caso di rivolgerci al pediatra o quando invece si può aspettare?
La febbre di per sé non è una malattia, anzi in linea di massima è una prima risposta dell’organismo alle infezioni ed ha anche un’azione di tipo difensivo nei confronti delle infezioni sia virali che batteriche; poi ci sono i sintomi associati. Anche la febbre di per sé può essere di difficile sopportazione specialmente per i bambini più piccoli e va trattata con i soliti farmaci: l’ibuprofene e il paracetamolo. Sono poi importanti i sintomi associati alla febbre: nei bambini più piccoli specialmente possono esserci dei sintomi respiratori importanti che non riguardano solo il raffreddore, ma anche problemi di maggior rilievo, ad esempio difficoltà respiratorie importanti, e quelle sono segnali che bisogna ovviamente contattare il proprio pediatra. Nella prima fase se il bambino sta bene, si nutre, si idrata e fa la pipì con regolarità si può avere anche la pazienza di aspettare un giorno o due.

– Forse è il caso di ricordare anche che non vanno mai dati i farmaci per adulti ai bambini… Innanzitutto non esiste una terapia specifica per l’influenza, c’è solo un’ottima prevenzione che è quella del vaccino. Tutti i bambini dai sei mesi in su si possono vaccinare, specialmente i bambini dai sei mesi ai sei anni. È infatti un target previsto anche dalle indicazioni nazionali regionali la vaccinazione dei bambini di quell’età. Le specifiche terapie per l’influenza non esistono. Ci sono solo dei farmaci sintomatici che sono gli antifebbrili e gli anti dolorifici (tachipirina e ibuprofene). Questi sono gli unici farmaci che sono indicati a scopo di cura dei sintomi per l’influenza. Gli antibiotici non sono farmaci per l’influenza, non devono essere usati se è solo un’influenza. Se ci sono complicanze di rilievo dell’influenza sarà il pediatra a somministrare degli antibiotici, ma per le sovra-infezione batterica dell’influenza.

– A proposito di ibuprofene si parla spesso di una carenza di questo medicinale. Il problema è rientrato o c’è ancora?
Credo che non ci sia più questa mancanza, infatti ora ci sono anche farmaci con altre preparazioni ma sempre a base di ibuprofene per cui, anche grazie alle vacanze in cui c’è stata una diminuzione delle necessità, siamo in condizioni regolari.

– Come fare per prevenire e proteggere eventuali fratelli e sorelle?
Il rischio principale in questo momento lo corrono i bambini molto piccoli. Abbiamo avuto dei bambini ricoverati a dodici, quindici, venti giorni di vita perché avevano preso l’influenza dai fratellini. La raccomandazione è che questi bambini molto piccoli prima di tutto siano circondati da familiari tutti i vaccinati e poi abbiano il meno possibile contatti con i fratellini più grandi. Questi ultimi possono avere anche sintomi banali come un raffreddore che però può essere l’inizio di una forma influenzale o peggio del Virus respiratorio sinciziale che, se negli adulti e nei bambini grandi dà sintomi banali come il raffreddore, nel lattante sotto l’anno di vita specialmente dà sintomi molto più importanti come la bronchiolite.

Questa intervista fa parte del Podcast “Pronto Intervento Mamma” de LaPiazza24 che si può ascoltare a questo link: https://www.lapiazzaweb.it/i-nostri-podcast/pronto-intervento-mamma/

 
 
 

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