giovedì, 23 Maggio 2024
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Un musicista noalese al Quirinale: è Stefano Trevisan

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Un veneziano del Miranese al Quirinale per una occasione decisamente speciale e, soprattutto, accompagnato da qualcosa di ancora più unico e prezioso

Tra le iniziative festive presentate a Roma nella prestigiosa sede del Quirinale, in occasione delle festività non sono mancati i concerti. Uno di questi, ha avuto dei protagonisti decisamente particolari. Ad esibirsi per Mattarella assieme ai suoi tre compagni del Quartetto Henao è stato il musicista Stefano Trevisan, originario di Noale e cresciuto a Salzano, che ha suonato con il Quartetto Henao. E se è vero che il concerto ha forse avuto una valenza leggermente ridotta per il Covid che ha costretto il presidente della Repubblica al forfait, ad avere l’onore della prima pagina gli strumenti che hanno accompagnato il veneziano. La sua viola, infatti, è stata interamente costruita con le assi ricavate da imbarcazioni utilizzate dai migranti nelle loro traversate, legno spesso soggetto a naufragi e intriso di salso, certo non facile da suonare, trattato e curato dalle mani di un gruppo di detenuti, inseriti a Milano in un progetto di liuteria artigianale.

“Il legno- spiega il musicista – che hanno utilizzato proviene da imbarcazioni recuperate da traversate e affidate all’Agenzia delle Accise Dogane e Monopoli di Stato. Ne sono state salvate alcune dalla distruzione, consegnate poi al laboratorio varato dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presieduta da Arnoldo Mondadori Mosca per il progetto denominato “Metamorfosi” che ha coinvolto i detenuti del carcere di Milano Opera. Per me è stata una occasione indimenticabile quella di suonare con legno che ha accompagnato tragicamente momenti di vita di donne, bambini, ragazzi e con un valore artigianale che impegna detenuti in laboratori formativi”.

Inizialmente era stato previsto un pezzo unico di “Violino del Mare”, ma la Fondazione Casa delle Arti e dello Spirito ha poi deciso per la realizzazione di una intera Orchestra del Mare”.

Massimo Tonizzo