lunedì, 26 Febbraio 2024
 
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Blitz in un casolare abbandonato nel trevigiano: liberato un uomo segregato

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L’uomo, addescato in chat, è stato attirato in un casolare e poi percosso e rapinato da tre giovani.

I carabinieri di Castelfranco hanno individuato nelle scorse ore tre giovani, fra i quali un minorenne, che dopo aver teso una trappola ad un soggetto precedentemente avvicinato in chat, attirandolo in un casolare in costruzione della provincia di Treviso, l’hanno sequestrato, percosso violentemente e rapinato. L’azione criminale è stata interrotta solo grazie all’intervento dei militari dell’Arma che hanno liberato e soccorso il malcapitato e tratto in arresto in flagranza di reato i presunti responsabili.

Le indagini

Da qualche tempo i militari dell’Arma avevano ricevuto segnalazioni circa possibili attività illecite poste in essere presso l’edificio in questione e proprio sabato pomeriggio, avendo notato un giovane uscire dal citato casolare ed allontanarsi in sella alla sua bicicletta, hanno deciso di intervenire fermandolo per un controllo.

L’atteggiamento nervoso del ragazzo che dichiarava che si stava recando a fare un prelievo in un vicino sportello automatico ha insospettito ulteriormente gli operanti che hanno deciso quindi di fare accesso alla struttura.

Qui, nel piano interrato, i militari hanno trovato un uomo disteso a terra immobilizzato mani e piedi con del nastro adesivo che gli copriva anche la bocca. Un giovane stava tenendo il malcapitato sotto la minaccia di uno storditore elettrico, l’altro gli era seduto sopra per impedirne ogni movimento.

L’ostaggio è stato quindi immediatamente liberato e soccorso e i due aggressori bloccati.

Il ragazzo fermato in bicicletta è stato trovato in possesso di denaro contante, del bancomat e delle chiavi dell’autovettura del sequestrato mentre i due complici avevano l’uno una torcia e un coltello con lama di 9 centimetri e l’altro un coltello con lama di 8 centimetri, lo storditore elettrico e un rotolo di scotch utilizzato per immobilizzare la vittima.

La ricostruzione della vicenda

Secondo una prima ricostruzione dei fatti la vittima aveva conosciuto da qualche tempo uno dei tre giovani su una piattaforma social, e dopo alcuni scambi di chat aveva acconsentito ad incontrarlo presso il casolare in questione.

Dopo aver lasciato l’autovettura in un parcheggio il malcapitato si è diretto con il giovane verso il casolare, ma una volta all’interno è stato violentemente aggredito, minacciato e immobilizzato dal terzetto che lo ha rapinato del bancomat e degli effetti personali.

Il blitz

I Carabinieri intervenuti sono riusciti a interrompere l’azione criminosa, evidentemente, proprio mentre il giovane in bicicletta, ottenuto il codice di sblocco dalla vittima ormai tramortita dalle sevizie subìte, si stava dirigendo a prelevare denaro.

Al malcapitato, condotto in ospedale, a seguito dei politraumi riportati sono stati refertati 30 giorni di prognosi.

I due giovani poco più che maggiorenni sono stati condotti in carcere a Treviso, mentre il minore, è stato accompagnato presso il centro di prima accoglienza del Capoluogo della Marca.

Per i tre – la cui posizione è ora al necessario vaglio dell’Autorità Giudiziaria atteso che il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile – le ipotesi di reato in relazione all’accaduto sono di concorso, a vario titolo, nei reati di sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali aggravate e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ma approfondimenti investigativi sono in corso a cura dei militari dell’Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Treviso e di quella minorile di Venezia, per verificare se a carico degli indagati possano essere ipotizzate – come parrebbe da preliminari acquisizioni – pregresse condotte di rilevanza penale, analoghe a quelle citate.

 

 
 
 

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