venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Incidente a Robegano: omicidio stradale e sospensione della patente per un 80enne del posto

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Francesco Munarin, 80 anni di Robegano, ha patteggiato la pena giovedì in Tribunale a Venezia: il terribile frontale era accaduto nella stessa frazione di Salzano a luglio 2020

E’ stato accusato e ora anche condannato per i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravissime, Francesco Munarin, 80 anni, di Robegano di Salzano. L’uomo infatti è stato ritenuto unico responsabile del tragico frontale accaduto nella stessa Robegano l’8 luglio 2020 e in seguito al quale ha perso la vita l’incolpevole Zita Rampado, 77 anni, ed è rimasta gravemente ferita l’amica Annamaria Costantini, pure lei oggi ottantenne, entrambe del posto anche loro.

Zita Rampado
Zita Rampado

Ritirata la patente per un anno, in aggiunta, a Munarin che, iscritto da subito nel registro degli indagati dal Pubblico Ministero titolare del relativo procedimento penale, la dott.ssa Daniela Moroni, quella mattina stava procedendo lungo via XXV Aprile, tratto della Provinciale 38 Mestrina, verso Robegano, alla guida di una Mercedes E200, a una velocità stimata di 78 chilometri all’ora, quando, giunto all’altezza di un’ampia curva a destra in prossimità del civico 119, aveva perso il controllo dell’auto, invadendo la corsia di marcia a sinistra. Purtroppo, proprio in quel mentre, nella corsia opposta, in direzione Maerne, sopraggiungeva la Smart Fortwo condotta da Annamaria Costantini e nella quale era trasportata, sul sedile del passeggero anteriore, Zita Rampado: a causa del terribile impatto tra le parti frontali sinistre dei due mezzi, la piccola utilitaria, dopo una rototraslazione antioraria, è finita all’interno del fossato a bordo strada, con conseguenze drammatiche. Le due anziane sono state estratte a fatica dalle lamiere contorte della loro auto dai vigili del fuoco di Mestre, ma per la signora Rampado non c’è stato nulla da fare, troppo gravi i politraumi subiti: è spirata poco dopo il suo arrivo, in condizioni disperate, all’ospedale dell’Angelo, dov’era stata subito trasportata dai sanitari del Suem. La conducente invece si è miracolosamente salvata, ma anche la sua vita è rimasta per giorni appesa ad un filo e ha riportato lesioni molto serie. Pressoché illeso, invece, il signor Munarin.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata riscontrata dal Gip con la fissazione dell’udienza preliminare e si è quindi arrivati alla condanna. I congiunti di Zita Rampado sono già stati da tempo integralmente risarciti e non si sono quindi potuti costituire parte civile nel processo, ma si aspettavano comunque un po’ di giustizia per la loro cara e una risposta anche dalla giustizia penale, per quanto parziale, è arrivata.

 
 
 

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