martedì, 28 Marzo 2023

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Padova, inaugurata la mostra Frida Kahlo e Diego Rivera

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Assessore Colasio: “Rivera nel 1921 vide, a Padova, Giotto e Mantegna e la sua pittura ne fu influenzata, abbiamo trovato i documenti”

Protagonista della mostra, al Centro Altinate San Gaetano, la travolgente e chiacchierata storia d’amore tra la pittrice Frida Kahlo e l’artista messicano Diego Rivera. Una grande, corale mostra pronta a rivivere in una ricca selezione di dipinti e fotografie d’autore la storia dei due artisti messicani. Padova sarà l’unica tappa italiana di uno storico tour mondiale.

E’ quindi il Messico iconico, forte , vivo quello che emerge in questa mostra visitabile fino al 4 giugno

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, la mostra è organizzata dalla Vergel Foundation, MondoMostre e Skira, in collaborazione con l’Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura (INBAL), con la curatela di Daniela Ferretti.

Collezione Gelman

Il nucleo fondamentale delle opere giunge dalla celeberrima collezione statunitense di Jacques e Natasha Gelman, lui regista di successo e raffinato collezionista, lei che, dopo la morte di lui, continua, con brillante competenza, ad arricchire la collezione, al motto – come ricorda nel suo saggio in catalogo Daniela Ferretti – “Adesso mi tocca lavorare per due”.

I coniugi, che pur nella loro collezione contavano sul meglio dell’arte contemporanea europea, da Balthus, a Chagall, Giacometti, Matisse, Picasso, al giovane Bacon, ebbero un rapporto particolarmente intenso con i due artisti messicani, dai quali si fecero anche ritrarre. Così nella loro collezione entrarono le diverse fondamentali opere di Frida, tra le quali i suoi più celebri autoritratti, e di Diego, presenti in mostra.

La mostra

Accanto alla grande pittura, 23 le opere di Frida Kahlo e 9 quelle di Diego Rivera, ad essere proposta, e non a caso, è anche la fotografia. Karl Wilhem Kahlo, ebreo tedesco emigrato in Messico, era un abile fotografo d’architettura. Frida, giovanissima, lo accompagnava nelle sue campagne in giro per il Messico e questa collaborazione influenzò molto la sua arte, a partire dalla “consuetudine con la oggettività ed anche la crudezza di chi maneggia una macchina fotografica” fino alla rigorosa costruzione dell’immagine e al minuzioso gusto per il dettaglio”, scrive Dario Dalla Lana.

Frida, così come, in modo più limitato Diego, attrasse l’attenzione dei migliori fotografi internazionali del suo tempo. In mostra ritratti realizzati da Héctor Garcia, Manuel Álvarez Bravo, Giséle Freund, Martin Munkacsi, Nickolas Muray, Lucienne Bloch, Edward Weston.

Una sezione, coloratissima, è infine riservata ai costumi messicani, i cui colori si riverberano nelle opere di lei e nelle opere, dai murales agli oli su tela, di lui.

E nessuno come Frida Kahlo e Diego Rivera ha saputo tradurre nell’arte quel mondo di passione, bellezza, forza e sofferenza.

Andrea Colasio

“Rivera nel 1921 vide, a Padova, Giotto e Mantegna e la sua pittura ne fu influenzata, abbiamo trovato i documenti” –  svela l’ Assessore alla Cultura Andrea Colasio.

Rivera viaggiò 14 anni in giro per l’Europa, in Francia, in Spagna, e ovviamente in Italia dove si confrontò con i grandi maestri. Eravamo in dubbio se fosse venuto a Padova: in realtà abbiamo trovato un disegno che lui fece della Cappella Ovetari alla chiesa degli Eremitani, scrivendo a fianco un testo in francese, nel 1921, e sicuramente lui entrò nella Cappella degli Scrovegni.  –  rivela l’Assessore ColasioLo si capisce bene anche guardando la sua opera intitolata “La morte del peone” e confrontandola con la deposizione di Cristo dipinta da Giotto in Cappella.

” Ma c’è di più.  –  continua l’Assessore – Quando lui arriva in Europa, lui non è un muralista, è solo dopo il confronto con i cicli parietali affrescati, in Cappella degli Scrovegni, del 14° secolo e successivi, che lui tornando in Messico, con la medesima filosofia etico – poetica inizia a raccontare la rivoluzione. Pensate cos’è l’opera giottesca, è un racconto per il popolo con funzioni didattiche, e cos’è se non questo il muralismo in Messico? Ma c’è un altro circuito incredibile, nel 1933 Sironi scrive il Manifesto del Muralismo, lo firmano anche Campigli e Carrà, e proprio Campigli nel 1939 fa l’operazione degli affreschi al Liviano. C’è un’assonanza incredibile con il murale di San Francisco realizzato da Rivera. Anche qui la storia, come fondamento della legittimazione di un nuovo potere, un nuovo potere in Messico, cioè la rivoluzione, un nuovo potere in Italia, il fascismo.”

 

E’ evidente la diversa intenzionalità politica, ma lo strumento è lo stesso, le grandi opere murali. E’ affascinante perchè in qualche modo Diego Rivera è tornato a Padova dove ha lasciato tracce importanti che ci riportano ancora a Padova in un viaggio di andata e ritorno: Rivera-Giotto, Rivera-Mantegna, Rivera-Campigli, una storia incredibile che si interseca con il corpo di Frida Kahlo, che con il suo corpo frantumato è come una sacerdotessa amata dai messicani. I rimandi storici sono incredibili, la vicenda umana di questi due grandi protagonisti della storia non solo dell’arte del ‘900 è raccontata in modo affascinante in questa Mostra da non perdere”.

Info

Per entrare nel mondo della coppia di artisti messicani, sarà disponibile una ricca offerta di attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado e per il pubblico adulto. Il catalogo della mostra è prodotto da Skira Editore. Radio ufficiale: Radio Monte Carlo. Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito www.mostrafridapadova.it. Indirizzo: Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano (via Altinate n.70). Biglietti: Intero 15 euro, Ridotto 13 euro valido per visitatori dai 18 ai 25 anni, convenzioni e docenti. Orari: dal lunedì al giovedì e i weekend 10:00-19:30, venerdì 10:00-22:00. Ultimo ingresso singoli, lunedì, martedì e dal giovedì alla domenica: 19:00, Venerdì: 21:30.

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