lunedì, 26 Febbraio 2024
 
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Un anno di guerra in Ucraina, il Comune di Venezia: bilancio sul sistema di accoglienza

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A un anno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina la giunta fa il bilancio delle politiche messe in campo per l’assistenza delle persone di nazionalità ucraina presenti sul territorio comunale

Convocata stamani una conferenza stampa al Municipio di Mestre dove alla presenza di membri della giunta, personalità del mondo della società civile, della protezione civile e una rappresentanza di cittadini ucraini è stato fatto un punto sulle politiche messe in atto dall’amministrazione in termini di assistenza alle persone di cittadinanza ucraina arrivate sul territorio della città metropolitana di Venezia in seguito all’invasione russa iniziata un anno fa.

Presenti per la giunta il vicesindaco e assessore Andrea Tomaello, l’assessora alle politiche educative Laura Besio e l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini, all’incontro hanno preso parte anche il direttore della Coesione sociale del Comune di Venezia, Danilo Corrà, Stefano Enzo, responsabile della Caritas diocesana, il console onorario Ucraino per le Tre Venezie, Marco Toson e una rappresentanza di cittadine e cittadini ucraini.

Tomaello: grazie a protezione civile croce rossa e verde, apporto fondamentale

“I nodi principali sono stati: accoglienza, integrazione, scuola, lavoro e sport” dice il vicesindaco Tomaello nell’introduzione della conferenza stampa che si è aperta simbolicamente con le sirene antiaeree.
Fondamentale il lavoro degli operatori e i volontari della protezione civile e il personale di croce rossa e croce verde, associazioni che hanno vissuto la mobilitazione fin dai primi istanti del conflitto.
“La stazione ferroviaria di Mestre è uno stato uno snodo ferroviario importante utilizzato dai profughi per raggiungere il nostro territorio o per raggiungere altre destinazioni. Al binario 1 è stato allestito un gazebo dotato di prese elettriche, brandine e generi di primo conforto dove i numerosi profughi in transito hanno potuto ristorarsi e chiedere informazioni. Tutta la città si è davvero mobilita con un grande trasporto. La nostra speranza è che il conflitto termini al più presto, ma siamo pronti a garantire assistenza al popolo ucraino finché ci sarà bisogno del nostro aiuto” ha concluso il vicesindaco.

Besio: Scuola servizi e sport per mamme e bambini per dimenticare l’incubo delle bombe

Una particolare attenzione è stata riservata alla scuola, ai servizi educativi, di istruzione e ricreativi. “Questo perché, soprattutto all’inizio dell’emergenza, il grosso esodo è stato costituito da mamme e bambini – spiega l’assessora Besio – quindi si poneva il tema di donare ai bambini sradicati dalla loro terra uno spazio di distrazione, una valvola di sfogo e anche uno spazio di integrazione con i propri coetanei. Come Comune ci siamo attivati facendoci carico di un impegno economico che ha riguardato le iscrizioni agli asili nido e alle scuole per l’infanzia comunali, ma anche la gratuità delle rette della mensa scolastica e dello scuolabus, oltre che le cedole librarie. Con la chiusura delle scuole si è aggiunto un impegno che ha riguardato i centri estivi convenzionati, che sono stati frequentati da una quarantina di bambini

Venturini: Venezia modello di accoglienza e integrazione, esempio per altre città italiane

“I numeri dicono che Venezia è stata tra le prime città in Italia per capacità di accogliere e di integrare – ha detto Venturini – Sono centinaia le famiglie ucraine che sono passate per Venezia. Molte sono ancora qui, tante sono pienamente integrate: i bambini frequentano le scuole della città, i genitori lavorano. C’è la possibilità di continuare questo tipo di percorso insieme. Oggi il ricordo va ai primi giorni dell’accoglienza, in cui bisognava trovare una situazione di ricovero emergenziale per tantissime persone che arrivavano di notte dopo essere scappate dalla guerra, le riunioni operative coordinate dal sindaco che fin dal primo giorno ha voluto attivare una macchina organizzativa senza precedenti che è stata presa come esempio da altre città italiane. È stato un anno impegnativo, vogliamo ringraziare tutte le persone che hanno lavorato nel Comune e con il Comune per ottenere questi risultati”.

Conclude la studentessa Katerina

Commosso l’intervento di Katerina che ha concluso la conferenza stampa, giovane ucraina, che un anno fa è arrivata a Venezia e che ha deciso di proseguire gli studi in città, iscrivendosi all’Università Ca’ Foscari, appassionata di architettura e grata dell’ospitalità italiana spera che la guerra possa terminare al più presto, deciderà allora se vuole tornare a casa o se mettere radici in italia.

 
 
 

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