venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Mestre, la stanza dei bambini più gravi si riempie di scoiattoli e cerbiatti

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Pediatria dell’Angelo: la stanza dei bambini più gravi si riempie di scoiattoli e cerbiatti nella memoria di Giovanni

Giovanni, volato in cielo a 7 anni, ha passato molto tempo in una stanza d’ospedale: oggi, in sua memoria, la sua mamma ha trasformato la stanza dei bambini più gravi della Pediatria di Mestre in un bosco animato da pettirossi e cervi.
Grazie al suo impegno, i bambini con patologie oncologiche che si troveranno ad essere accolti in questa stanza speciale potranno continuare a sognare, e chi li segue a lungo potrà farlo in un locale più accogliente e vivo.
Da un grande dolore come la perdita di mio figlio – ha spiegato la signora Daniela Buranello al Direttore Generale, Edgardo Contato, in visita al Reparto – è nato un arcobaleno di colori, è nato il desiderio di trasformare il lutto in energia. E questa stanza, diventata nuova grazie ai pennelli e ai colori, è solo uno dei frutti“.
Ad accompagnare il Direttore Contato e la signora Buranello durante la visita al Reparto, c’erano i molti amici della Pediatria, impegnati in altri progetti di umanizzazione, sostenuti e accolti dalla Primaria, Paola Cavicchioli:
E’ ogni volta sorprendente e commovente – ha sottolineato il Direttore Generale Contato – come la sofferenza sappia trasformarsi in affetto e solidarietà umana. Per noi operatori della sanità, questo è di grande consolazione: non sempre infatti, nonostante ogni impegno e ogni terapia, siamo in grado di curare e di restituire la salute, e allora succede il miracolo, e cioè che chi ha sofferto, e ha subisce un lutto, per primo ci abbraccia, ci consola e diventa un vero amico, in grado di impegnarsi con determinazione in progetti significativi a sostegno del nostro lavoro“.

La storia

Nel 2015, in un giorno di luglio – ha raccontato la signora Buranelloho perso Giovanni, il più piccolo dei miei due figli, a seguito di una lunga malattia, una leucemia linfoblastica. Per cinque anni la stanza e il Reparto in cui Giovanni è stato assistito, in un ospedale del Veneto, sono stati la mia grande famiglia:  ho vissuto giorno e notte, ho giocato, ho pianto ed ho anche riso, ho molto sofferto e fino all’ultimo ho sperato.
E quando attraversi un percorso così lungo a contatto con la sofferenza, nei luoghi in cui tutto questo accade conosci ogni dettaglio: gli odori, i rumori, le sensazioni, le abitudini, le persone, gli infermieri e le storie di chi è lì con te e chi prima c’è già stato. Incroci altre vite, e tutto questo alla fine diventa parte di te in modo indelebile“.
Per questo, dopo la morte di Giovanni – ha spiegato la signora Buranelloho pensato che la cosa più bella e più giusta fosse dare un parte di me agli altri, là dove le persone soffrono. E ho inteso farlo anche nell’Ospedale della mia città, Mestre, nel quale altri ora stanno combattendo da tempo, o si troveranno a combattere, la battaglia più difficile della loro vita“.

Associazione “Il sorriso di Giovanni”

La signora Buranello ha fondato l’associazione “Il sorriso di Giovanni”, con cui lancia e concretizza piccoli e grandi progetti per i Reparti pediatrici ed oncologici del territorio. Nella Pediatria dell’Angelo ha voluto in primo luogo trovare i fondi per abbellire la stanza di isolamento dedicata ai bambini con patologie emato-oncologiche, dove i piccoli pazienti restano a lungo, com’è successo al suo Giovanni, e l’ha voluta trasformare in un paesaggio quasi da fiaba.
Lo ha fatto con il sostegno e in memoria di Tony Pugiotto, imprenditore e scrittore veneziano, e attraverso i pennelli di Renzo Tonellotto; attraverso l’arte di Elena Tonellotto, la signora Buranello e l’associazione “Il sorriso di Giovanni” hanno inoltre decorato la sala d’attesa del Reparto, con mongolfiere che fanno volare messaggi di speranza e poesie sui bambini, in dialetto veneziano, scritte proprio da Tony Pugiotto.
 
 
 

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