lunedì, 15 Aprile 2024
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Padova, quartiere Armistizio senza medico né punto prelievi, Camani: “Indispensabile intervento della Regione”

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Padova, quartiere Armistizio: Camani (PD) annuncia interrogazione: “Situazione inaccettabile, emblema inequivocabile di un sistema sanitario lasciato nel degrado”

“La situazione di forte disagio che si sta verificando nel quartiere Armistizio di Padova è la dimostrazione inequivocabile che il sistema della sanità pubblica veneta è ormai in caduta libera, abbandonata al degrado. Non è possibile infatti che un’intera zona di una delle più importanti città della nostra regione si ritrovi contemporaneamente senza medico di famiglia e senza un punto prelievi. Su questa vicenda chiederò urgentemente alla Giunta, attraverso un’interrogazione, di fare chiarezza e soprattutto di intervenire per ripristinare immediatamente questi servizi che sono indispensabili per migliaia di cittadini”. E’ questa la presa di posizione è della consigliera regionale e vicecapogruppo del PD Veneto, Vanessa Camani.
“Sono due i punti dolenti su cui voglio fare luce e su cui sono già state raccolte centinaia di firme da petizioni popolari – spiega Camani -. La prima questione riguarda la sostituzione della dottoressa Marilena Gallo, il cui pensionamento del 1 giugno ha lasciato un enorme numero di utenti senza un medico di famiglia in quartiere. Gli altri medici della zona, infatti, non hanno posto per ulteriori pazienti e le famiglie di Mandria, Paltana e Voltabrusegana si vedono costrette a dover cercare un medico in altri quartieri o altri comuni. Sosteniamo con forza la petizione dei cittadini, che chiedono che la dottoressa Gallo venga sostituita con un altro medico”. 
“La seconda questione – prosegue l’esponente dem – riguarda invece i servizi sanitari sul territorio ed in particolare il punto prelievi che, fino al 2020, era attivo presso l’Opera Immacolata Concezione di Mandria grazie ad una convenzione con ULS6. Anche su questo chiediamo alla giunta di intervenire per ripristinare il punto prelievi all’OIC, chiuso con il Covid e mai riaperto, per permettere ai cittadini del quartiere Armistizio di poter fare un prelievo di sangue senza dove effettuare lunghi viaggi”. 
In conclusione Camani evidenzia che “questa vicenda tocca tutti i nervi scoperti di una gestione e di una programmazione regionale che in campo sanitario è ampliamente deficitaria. Non vanno dimenticate infatti le pesanti carenze del personale medico e infermieristico negli ospedali, così come le eterne liste d’attesa che impediscono un’erogazione efficiente di visite ed esami. Un degrado, appunto, che necessita di una reazione in termini di impegno e investimenti da parte di chi governa il Veneto. Una pronta risposta che ci attendiamo arrivi, a partire dal caso Armistizio”.