giovedì, 21 Settembre 2023
 
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Amazon non apre il polo logistico a Treviso, FFF “lo regali alla città”

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Un buco nero, anzi bianco e blu. E’ quello che lascia la multinazionale Amazon nell’area dell’ex Scardellato, vicino al mercato ortofrutticolo, dopo la decisione di non aprire il grande polo logistico che aveva acquisito a fine 2020 e finito di ristrutturare nel 2021.

Ora l’area di 4mila mq è in vendita, in trattativa privata. Ma Amazon non pare aver rinunciato comunque al piano di espansione e vorrebbe rilanciarsi su Roncade, dove dovrebbe sorgere un’area logistica di quasi 250mila metri quadri. I due anni di nulla a Treviso intanto, in attesa di un’apertura che ora con certezza non avverrà, hanno lasciato l’amaro in bocca, sia ai possibili lavoratori, sia alle associazioni che si occupano del futuro della città, come il Comitato No Maxipolo, il Fridays for Future e il cso Django che hanno appeso uno strisicione ai cancelli dello stabilimento e hanno chiesto che “a questo punto Amazon regali lo spazio alla città, visto che non gliene importa nulla e ha soldi da buttare”.

Non solo. “I colossi della logistica assaltano il nostro territorio – spiega Andrea Berta del coordinamento – il maxipolo Casale-Quarto d’Altino di 500 mila metri quadrati possiamo ancora fermarlo, l’altro di Roncade di 250mila è già più che un progetto, questo di Treviso finisce nel nulla. Un consumo di suolo mostruoso e su un’area inadatta alla logistica”.

Ma non è tutto. “Lungo la strada ovest ci sono ancora progetti di supermercati, uno addirittura di fronte la pizzeria da Pino, in una strada di 5km ci saranno 7 supermercati, questo è inaccettabile, non è il progetto di città che vogliamo”, aggiunge Berta.

Ruggero Sorci, Adl Cobas, sottolinea anche la questione lavorativa alla base della questione sociale. “Spesso legittimiamo mostri ecologici a fronte della possibilità di lavorare, ma questa è l’ennesima dimostrazione di una promessa disattesa e poi domandiamoci quale sia la reale qualità del lavoro proposto. Precarietà, turni massacranti, attività antisindacale, controllo digitale, la svendita del nostro territorio viene fatta e In cambio non abbiamo nulla. L’amministrazione intervenga e chieda ad Amazon una donazione, e che questo polo diventi uno spazio utile per la città”.

“Potremmo farci tantissime cose, dalle palestre, alle biblioteche, alle sale prove, musica, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta” conclude Berta.

Molto critico anche Luigi Calesso di Coalizione Civica che rimarca come viabilità e lavoro restino i due nodi cruciali di quell’area. “I mezzi sarebbero transitati per l’abitato di San Giuseppe e le cose non sarebbero cambiate di certo con la realizzazione del IV lotto della tangenziale” – afferma – “problemi già evidenziati all’epoca dell’approvazione del progetto”.

Sulla questione lavorativa Calesso è in accordo con i ragazzi del Coordinamento, “Siamo certi che quei posti di lavoro dureranno a lungo o che nel giro di pochi anni le innovazioni tecnologiche ne faranno scomparire una larga parte?”. Domande legittime dato che Amazon ha cambiato i suoi piani e continua a farlo ad una velocità impressionante.

 
 
 

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