mercoledì, 22 Maggio 2024
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All’Usl 4 un progetto pilota per lo screening al colon

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Le provette saranno inviate direttamente a casa, insieme alla lettera di invito per lo screening. Obiettivo incentivare l’adesione

Nuova sperimentazione per ampliare l’adesione dei cittadini al programma di screening per la prevenzione dei tumori del colon e del retto, mediante il test del sangue occulto nelle feci. Il progetto pilota sarà testato all’Usl 4 Veneto orientale, a cui Azienda Zero regionale ha demandato la sperimentazione. I Comuni coinvolti in questa prima fase sono Cavallino Treporti, Jesolo, Caorle, San Michele al Tagliamento e San Stino di Livenza.

La presentazione è stata effettuata nella sede centrale dell’Ulss 4, alla presenza del direttore generale Mauro Filippi, del direttore sanitario Francesca Ciraolo, dei direttori Anna Pupo (dipartimento di prevenzione), Davide Giacomin (gastroenterologia), Alessandra Favaretto (Servizio Igiene e Sanità Pubblica- SISP).

Il programma di screening regionale attuale prevede che persone di età compresa tra 50 e 69 anni effettuino il test ogni biennio. Vengono informate mediante lettera inviata dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica della propria Ulss, la stessa li invita inoltre a recarsi in farmacia per ritirare e poi consegnare la provetta con il campione delle feci.

Screening al colon, ecco i Comuni interessati dalla sperimentazione

“Il progetto sperimentale avviato all’Ulss 4 prevede invece l’invio della provetta direttamente a casa del cittadino insieme alla lettera di invito a partecipare allo screening – ha spiegato Alessandra Favaretto, direttore del SISP. I comuni interessati alla novità in questa fase sono Cavallino Treporti, Jesolo, Caorle, San Michele al Tagliamento e San Stino di Livenza, i cui  residenti tra pochi giorni inizieranno a ricevere la novità a casa, l’invito ad effettuare il test e a consegnare la provetta direttamente nella sede del distretto sociosanitario del proprio comune. Per agevolare la consegna della provetta, le sedi distrettuali saranno aperte tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, con ampia fascia oraria”.

“Se il test risulterà positivo – ha aggiunto il dottor Giacominla persona verrà contattata dal servizio screening ed invitata ad effettuare un’indagine approfondita per escludere la presenza di un tumore o di una lesione precancerosa, come un polipo o un adenoma, mediante l’effettuazione di una endoscopia o di una colonscopia”.

L’invio della provetta a casa faciliterà l’effettuazione del test e dovrebbe favorire l’adesione al programma di prevenzione. Se la sperimentazione avrà buon esito verrà estesa in tutto il territorio regionale. “All’Ulss 4 nel 2022 hanno partecipato allo screening del colon e del retto il 46% delle persone convocate; con l’avvio di questa novità puntiamo a superare il 50% dei partecipanti convocati – spiega il direttore del dipartimento di prevenzione, Anna Pupo . Eseguire regolarmente il test della ricerca del sangue occulto può salvare la vita, perché questo ci permette di individuare i tumori in fase iniziale, quando sono piccoli e non danno sintomi, o di individuare adenomi o lesioni dell’intestino che diventeranno un tumore”.

Screening al colon, ecco l’importanza della prevenzione

La scoperta precoce del polipo o del tumore, quando le dimensioni sono piccole, permette l’asportazione senza dover ricorrere a interventi invasivi e senza  dover ricorrere a cure pesanti (come la chemioterapia), assicurando la guarigione completa e definitiva.

In Veneto viene scoperta una lesione precancerosa ogni 146 persone che hanno effettuato lo screening, e un tumore ogni 1.049 persone. All’Ulss 4 nel corso del 2021 il 56% delle persone invitate ha effettuato il test, sono stati eseguiti 17.326 test di ricerca del sangue occulto nelle feci e dopo indagine colonscopica (a seguito di test positivo) sono stati scoperti 137 adenomi in stadio avanzato e 13 tumori. Nel 2021 grazie allo screening sono stati prevenuti 137 tumori e individuati 13 tumori, probabilmente ancora di piccole dimensioni.

“Se tutta la popolazione inviata avesse effettuato il test è stimato che nel 2021 sarebbero stati prevenuti 250 tumori ed individuati 21 tumori ancora silenti – conclude la dottoressa Pupo – . Partecipare allo screening per la prevenzione del tumore del colon e del retto può dunque salvare concretamente la vita, per questo motivo va fatto ogni sforzo possibile per cercare di aumentare l’adesione della popolazione che rientra nell’età a rischio per di tumore del colon e del retto”.