sabato, 25 Maggio 2024
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Candidatura Mab Unesco per i Colli Euganei, tra luci e ombre

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Un Parco che per anni è stato dimenticato, con tentativi di ridimensionamento e che ora è sotto i riflettori per la sua valorizzazione e ci si augura, anche per la sua protezione

È ufficiale: i Colli Euganei, scrigno di biodiversità, sono ufficialmente candidati a diventare Riserva di Biodiversità Unesco. A fine agosto i sindaci dei 15 Comuni del territorio del Parco e i vertici dell’ente hanno sottoscritto il Dossier di candidatura che è stato inviato al Ministero dell’Ambiente e che verrà sottoposto al vaglio dell’Unesco che tra circa un anno darà una risposta ufficiale.

Un Parco che per anni è stato dimenticato, con tentativi di ridimensionamento – anche da parte di chi ora spinge per il riconoscimento mondiale – e che ora è sotto i riflettori per la sua valorizzazione e ci si augura, anche per la sua protezione. La candidatura al Mab Unesco era cominciata da un’idea del viticultore Franco Zanovello, mancato alcuni anni fa, che nel 2017 aveva messo le basi per l’avvio del percorso e che nel 2021 ha preso forma. In questo tempo sono stati coinvolti i Comuni del territorio, a cui non sono mancate alcune perplessità da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno visto più di una contraddizione in merito alla candidatura di fronte ad un Parco che non ferma il consumo di suolo, che non agisce nel concreto delle problematiche ambientali e che continua a temporeggiare davanti alla presenza di una cementeria che vuole bruciare rifiuti all’interno di un Parco candidato a diventare patrimonio mondiale dell’umanità. In Italia sono 20 le riserve Mab e nel mondo arrivano a 738, fare parte di una Riserva della Biosfera significa infatti entrare in un circuito di cooperazione e di condivisione a livello internazionale in cui la crescita del territorio dal punto di vista socio economico deve andare di pari passo al tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Secondo i rappresentanti dell’ente Parco il Mab non è solo una targa con cui promuovere il turismo: “Si tratta di un passo verso uno sviluppo sostenibile, seguendo il modello di “green sociality” e “green economy”. Abbiamo firmato un patto di collaborazione e condivisione, con i cittadini, con l’ambiente e con il territorio – continuano il neo presidente Alessandro Frizzarin e il vice presidente Antonio ScarabelloIl riconoscimento non comporterà nessun vincolo ai Colli Euganei, non ci sarà un nuovo ente, ma un laboratorio di confronto con tutte le realtà che rientrano nel Parco”. Ora resterà da capire se questo percorso verso un Parco di sostenibilità verrà messo in atto nel concreto, anche se nel 2024 non dovesse arrivare il riconoscimento tanto atteso.

Giada Zandonà