giovedì, 23 Maggio 2024
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Contraffazione di oltre mezzo milione di pile, sequestri anche a Verona

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L’operazione della Guardia di finanza di Perugia, iniziata a dicembre dello scorso anno, si è svolta sull’intero territorio nazionale toccando anche Verona.

Sono oltre 570mila le batterie di tipo “stilo” e “mini stilo” e 145 mila i cartoncini contenitivi (blister) recanti il marchio Duracell contraffatto che i finanzieri del Gruppo di Perugia hanno sequestrato durante un’operazione avviata a dicembre dello scorso anno e proseguita nei mesi successivi sull’intero territorio nazionale. Tutto è nato da una segnalazione sulla possibile vendita, da parte di un negozio di ferramenta, di pile Duracell verosimilmente contraffatte.

Come risultato dell’attività dei finanzieri, diciotto persone sono ritenute responsabili, allo stato delle indagini, dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.), frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.) e ricettazione (art. 648 c.p.). verosimilmente contraffatte.

Le indagini

Sulla base dei primi accertamenti, la procura della Repubblica locale ha disposto che venissero svolte immediatamente delle perquisizioni nel punto vendita, in questo modo sono state individuate e sequestrate circa 153 mila prodotti appartenenti ai lotti sospetti.

Attraverso l’esame delle fatture di acquisto e dei documenti di trasporto della merce, è stata ricostruita l’articolata filiera commerciale e individuati i principali punti di stoccaggio. A dicembre e gennaio, ci sono state ulteriori perquisizioni e sequestri nelle città di Verona, Livorno, Palermo e Milano, nei principali grossisti, e nelle città di Genova, Lucca e Biella, negli esercenti commerciali al dettaglio. Le perizie su campioni di prodotti ne hanno confermato la contraffazione.

Dalle indagini finora eseguite, è emerso che non sempre i venditori al dettaglio (ferramenta, tabaccherie e negozi di articoli per la casa) erano a conoscenza dell’origine illecita delle batterie, sia per la buona fattura dei blister contraffatti, difficilmente distinguibili dagli originali, sia per il sostanziale allineamento, nella maggior casi, tra il prezzo di acquisto all’ingrosso del prodotto contraffatto e quello del prodotto originale.

Anche l’acquirente era facilmente tratto in inganno dalla sostanziale uguaglianza del prezzo di vendita delle pile originali rispetto a quelle contraffatte e la stessa collocazione negli scaffali.