sabato, 18 Maggio 2024
HomeVicentinoVicenzaMartina Corbetti: “Farò diventare Vicenza una città inclusiva”

Martina Corbetti: “Farò diventare Vicenza una città inclusiva”

Tempo di lettura: 3 minuti circa

La giovane consigliera comunale è presidente della Commissione “Diritti e pari opportunità”

Martina Corbetti, 28 anni, presidente della Commissione consiliare diritti e pari opportunitàMartina Corbetti è tra i volti nuovi presenti in Sala Bernarda dopo le ultime elezioni comunali: 28 anni, insegnante di lettere alle scuole medie, è stata eletta nella lista di Coalizione civica ed è presidente della della quinta commissione, che si occupa di diritti e pari opportunità.

Dove nasce il suo impegno politico?

Sono stata presidente della sezione giovanile dell’Anpi di Vicenza per un paio d’anni. Ho vissuto per un periodo a Londra, dove lavoravo al polo museale della Corona a Buckingham Palace. Durante il periodo del Covid ho deciso di tornare a Vicenza e daare un’impostazione diversa alla mia vita, perché mi mancava l’associazionismo, l’impegno civile e fare rete, settore che a mio avviso in città ha delle potenzialità infinite.

Quali sono a suo avviso queste potenzialità e cosa può fare l’amministrazione comunale?

In campagna elettorale sono stata molto chiara, la questione fondamentale per me è un cambio di approccio. Storicamente Vicenza fin dal rinascimento è stata una città per ricchi, che guarda in modo prevalente a certe categorie di popolazione dimenticando le altre. Sotto questo aspetto c’è tanto da lavorare per includere chi oggi ha meno possibilità economiche e sociali, le fasce più emarginate, come ad esempio la popolazione straniera.

Come può cambiare questo approccio?

Modificando proprio il paradigma che sta alla base delle decisioni per la città; nel momento in cui si affrontano delle determinate tematiche, come ad esempio i giovani, la violenza di genere o la comunità straniera, identificandole a priori come dei problemi da risolvere, le risposte saranno sempre parziali. Occorre invece fare un passo indietro e avviare un processo inclusivo, avere un approccio globale.

E la giunta cosa può fare?

L’azione dell’amministrazione deve essere trasversale: se ad esempio all’urbanistica si progetta un parcheggio nuovo, si prevedano subito i parcheggi per le donne incinte. Si può partire anche dalle piccole cose, ad esempio riadattando lo statuto comunale inserendo il linguaggio inclusivo, sarebbe un notevole cambio di modello.

Non pensa che in una città come Vicenza determinate battaglie, ad esempio quella che citava sul linguaggio inclusivo, possano non incontrare l’interesse dei cittadini, magari polarizzati da temi più concreti?

Magari sono temi che attirano critiche, ma non dimentichiamoci che un Comune funziona su più livelli. Sono convinta che un obiettivo prioritario per la Commissione che si occupa di pari opportunità sia proprio cambiare il modo in cui ci rappresentiamo.

Quale è la sua prima impressione della politica vista da dentro?

Con i colleghi consiglieri lavoro benissimo, ho trovato molta collaborazione e molto aiuto soprattutto da chi ha più esperienza di me. Da cittadina che entra nelle istituzioni sono stata molto colpita dalle tempistiche necessarie per mettere in moto la macchina organizzativa, necessaria ma che comporta dei passaggi molto spesso sconosciuti a chi vede il Comune da fuori. Uno degli impegni di questa amministrazione è proprio quello di ridurre la distanza con i cittadini, andando a spiegare i processi e le tempistiche necessarie per concretizzare dei progetti.

Quali sono le sue priorità?

Il ripristino della clausola antifascista e rendere accessibile a tutte e a tutti l’immenso patrimonio culturale che Vicenza ha da offrire, anche a quelle categorie di cittadini che per svariati motivi, ad esempio logistici, ne sono stati fino ad oggi esclusi. Più  generalmente nel corso dei cinque anni di mandato ho intenzione di dar voce a quelle fasce di popolazione che fino ad oggi non sono state rappresentate.

Alvise Ferronato