sabato, 9 Dicembre 2023
 
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Treviso, Sernagiotto: “Va ricreata l’alleanza educativa tra famiglie e istituzioni per lavorare nella stessa direzione”

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Gloria Sernagiotto nella giunta Conte guida pubblica istruzione, politiche educative e giovanili

È stata eletta nelle fila di Fratelli d’Italia. Lo stesso partito al quale, dopo una lunga militanza in Forza Italia, era approdato suo padre Remo un anno prima di morire prematuramente. Gloria Sernagiotto la politica ce l’ha nel sangue, ma prima di entrare nella giunta guidata da Mario Conte si è fatta la gavetta: a Montebelluna è stata prima consigliera comunale di opposizione e poi, con Marzio Favero sindaco, presidente del consiglio comunale. Oggi è assessora a pubblica istruzione, politiche educative e giovanili.

Gloria Sernagiotto, lei è uno dei volti nuovi di questa giusta e non sono passati molti mesi dall’insediamento. Partiamo dalla scuola: come ha deciso di impostare l’assessorato?

“Ho iniziato il mio mandato andando a trovare i dirigenti nelle loro scuole. Ho capito che è stata un’azione un po’ in controtendenza, ma molto apprezzata, Erano abituati a essere convocati in municipio per la consueta programmazione. E invece sono partita dai dirigenti dei cinque istituti comprensivi, gli ho incontrati singolarmente, prendendo consapevolezza delle esigenze, degli spazi, delle strutture. Sono stata al Turazza a incontrare la dirigente delle Stefanini per vedere come si sono sistemati in questa fase particolare. Ho anche passato in ricognizione le bandiere, che andremo a sostituire dove mancano o dove sono danneggiate e usurate”.

Il nuovo anno scolastico ha preso avvio in un momento storico economicamente non facile per le famiglie. Quali azioni di supporto ha intrapreso l’amministrazione comunale per le scuole di base (elementari e medie, ndr)?

“Abbiamo sicuramente fatto uno sforzo importante per andare incontro alle famiglie, mantenendo da una parte invariato il costo del trasporto scolastico e dall’altra non cambiando le tariffe della mensa per i residenti a Treviso, mentre ai non residenti viene tolto il contributo. Si tratta di una linea condivisa ormai da quasi tutti i Comuni per riuscire a far fronte agli aumenti”.

Avete deciso di confermare l’iniziativa della borse di studio per gli studenti meritevoli?

“Abbiamo compiuto un grande sforzo per trovare le risorse, ma ci tenevamo molto e con l’ultima variazione di bilancio abbiamo mantenuto gli importi dello scorso anno. C’è solo un piccolo ritocco, che ho fortemente voluto. Ai dieci andranno 150 euro, ai dieci e lode 200 euro, che prima erano 180. Ai cento vanno 250 euro e ai cento e lode 300 euro. Sono importi che non cambiano certo la vita, ma che attestano un percorso di impegno e di esempio per altri studenti. Sarebbe bello potenziare l’iniziativa, allargandola anche ai laureati. Mi preme sottolineare che le borse di studio vanno date a seguito della presentazione di una domanda e che riguardano anche quei ragazzi residenti in città che hanno studiato fuori Treviso”.

Passiamo alle politiche giovanili. Sono stati e sono anni complicati. Cosa può fare il suo assessorato?

“Le politiche giovanili per me sono un tasto dolente. Sono tre mesi che mi interrogo su cosa posso fare per questi ragazzi, perché mi sembra che qualunque cosa si provi a fare sia sempre non veramente efficace per toglierli dall’isolamento e dall’apatia. Ce ne sono altrettanti che si impegnano, che magari fanno sport ma che hanno bisogno di imparare l’importanza di mantenere l’impegno, perché spesso lasciano. Le cronache di questo periodo stanno facendo affiorare tematiche delicate, come la violenza di genere, il non rispetto della donna, il non rispetto degli animali. Va fatto un grande lavoro di educazione al rispetto che vada a toccare tutti gli ambiti: il rispetto di se stessi, dell’altro, della città, delle istituzioni, degli insegnanti. Ma per farlo abbiamo bisogno delle famiglie. La grande alleanza educativa si è rotta e va ricreata, per lavorare tutti nella stessa direzione. Istituzioni, associazioni, famiglie. Credo sia l’unico modo per recuperare i nostri giovani, che non stanno più stare insieme. Vorrei coinvolgerli attivamente nella vita della città, della quale a volte non sanno quante offerte ci sono già, e sto studiando le modalità per riuscirci”.

Ha qualche iniziativa particolare in cantiere?

“Più di una. Nel 2024 vorrei riuscire a organizzare la cerimonia di consegna delle tessere elettorali e copia della Costituzione ai neo maggiorenni. Sono più di 800 e sto studiando la modalità più adatta. Sempre il prossimo anno ho in programma di organizzare le elezioni per il consiglio comunale dei ragazzi, riportare al teatro comunale il concerto per le scuole medie e far partire anche qui un progetto che mi piace molto e che è già attivo in altri comuni”

Di che progetto si tratta?

“Si chiama ‘Ci sto a fare fatica’ e coinvolge squadre di giovani dai 14 ai 19 anni in lavori utili per la città, seguiti da un tutor. Imparano un mestiere e gli viene riconosciuto un buono fatica di 50 euro l’uno da spendere nelle attività commerciali che aderiscono al progetto”.

Sara Salin

 
 
 

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