lunedì, 26 Febbraio 2024
 
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A Vallevecchia nascono i primi puledri di “Cavallo del Delta”

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Il presidente Luca Zaia è andato a visitare la struttura di Veneto Agricoltura in cui è iniziata la riproduzione degli esemplari

Nell’oasi naturalistica di Vallevecchia, alla Brussa, tra Caorle e Bibione, sta prendendo corpo il progetto che punta alla rinaturalizzazione del Cavallo del Delta. L’iniziativa è partita nel 2022 e ha lo scopo di aumentare il numero di esemplari di questa specie, anche attraverso la ricostruzione dell’habitat tipico del suo diretto ascendente: il Cavallo Camargue. Dopo un anno e mezzo dall’avvio del progetto sono nati i primi puledri, due femmine e un maschio. E nelle prossime settimane dovrebbero partire altre 4 cavalle.

Il presidente della Regione, Luca Zaia, si è recato in visita all’oasi, proprietà della Regione Veneto e gestita da Veneto Agricoltura. “C’è più di un filo che collega la Brussa, il Delta del Po e la Camargue. La bellezza e l’estrema somiglianza dell’ambiente naturale, ma anche i cavalli che lo popolano”, ha commentato Zaia, “L’azienda sorge su l’ultimo grande sito costiero non urbanizzato dell’alto Adriatico. Occupa una superficie totale di circa 800 ettari, quasi la metà è rappresentata da aree di grande valore naturalistico: pineta e boschi planiziali litoranei, siepi, zone umide. Nell’area vive la mandria di cavalli, composta da uno stallone e nove fattrici che vengono monitorati quotidianamente con lo scopo di far diventare questo sito un vero e proprio osservatorio in cui valutare, in modo scientifico, la moltiplicazione di soggetti della stessa razza equina e contrastare il pericolo di estinzione”.

Cavallo del Delta, ecco i segreti della specie

Il Cavallo del Delta è diretto discendente del Cavallo Camargue, razza originaria dell’omonima regione che si trova nella Francia meridionale, presso la foce del Rodano. Si adatta molto alle zone umide ed è una delle quattro razze equine riconosciute in Veneto, insieme al CAITPR, al Norico e al Maremmano ed è in pericolo di estinzione. Attualmente in Veneto ci sono 10 allevamenti di piccole o piccolissime dimensioni (in media 2 capi per allevamento) che garantiscono la conservazione della razza equina. La realizzazione di un nuovo nucleo di conservazione oltre a rafforzare il numero di allevamenti e relativi capi presenti in Regione, avvierà un processo di rafforzamento del patrimonio.

 
 
 

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