martedì, 21 Maggio 2024
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Salario minimo e lavoro povero: scontro alla Camera dei Deputati

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Scontro alla Camera dei Deputati sul salario minimo e lavoro povero. La maggioranza è riuscita, con soli 21 voti di scarto, nell’intento di rinviare alla Commissione Lavoro la proposta presentata dalle opposizioni, primo firmatario Giuseppe Conte.

Alla luce del parere del Cnel, “Un approfondimento in Commissione deve essere necessariamente fatto”, ha detto il capogruppo di FdI Tommaso Foti.

Il documento del Cnel, composto da una prima parte di inquadramento e analisi e da una seconda contenente osservazioni conclusive e proposte, è stato approvato dall’Assemblea del CNEL rispettando il termine dei 60 giorni indicato dal Governo. Dall’analisi tecnica ricevuta emergerebbe che il mercato del lavoro italiano rispetterebbe pienamente i parametri previsti dalla direttiva europea sul salario minimo adeguato. Pertanto la strada da imboccare consigliata al Governo non sarebbe quella di istituire un salario minimo definito per legge…. ma piuttosto “programmare e realizzare, nell’ambito di un piano di azione pluriennale, una serie di misure e interventi organici”….

Secondo la Segretaria PD Elly Schlein la proposta del centrosinistra ha fatto breccia anche nell’elettorato di centrodestra, e la decisione del rinvio “è una scelta pavida oltre che cinica – ha detto nel proprio intervento, “abbiate il coraggio di fare un dibattito in Aula e, se siete contrari, di votare contro”. La proposta di legge delle opposizioni, stabilisce una paga oraria non inferiore ai 9 euro all’ora per qualsiasi lavoratore.

Molti fattori alimentano il dibattito sulla questione salariare, in primo luogo, l’inflazione che, pur in rallentamento, rimane elevata, soprattutto nella sua componente definita “carrello della spesa”, i prezzi dei beni alimentari e di prima necessità, in Italia ancora sul 10% annuo. Secondo la relazione annuale di Bankitalia, i lavoratori a bassi salari sono in crescita nell’ultimo ventennio, fino a raggiungere il 30%, dal 25% di fine secolo.

C’è anche un fattore di confronto: “Il Sole-24 Ore” del 30 agosto, riferisce che nel secondo trimestre i dividendi delle principali 1200 società mondiali sono cresciuti del 6,3% annuo, del 10% in Europa e del 18,8% in Italia.

A fronte di questo c’è un perdurare ritardo nel rinnovo dei contratti collettivi di lavoro: sono 7,7 milioni i lavoratori italiani in attesa, ed è ovvio che se in periodi di alta inflazione i salari non crescono adeguandosi almeno all’inflazione stessa, inevitabilmente calino. Dal pre-pandemia il potere d’acquisto dei salari è diminuito nel nostro paese del 7%.

Il salario minimo in Germania, dopo essere stato a lungo osteggiato, è diventato legge, e definito in 12 euro/ora. Dal 2024 si passerà a 12,41 euro ed è previsto un ulteriore progressione a 12,82 euro/ora.

Giulia Sciarrotta

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