venerdì, 23 Febbraio 2024
 
HomeVicentinoVicenzaBarban: "Quando da apprendista barbiere guadagnavo mille lire al mese..."

Barban: “Quando da apprendista barbiere guadagnavo mille lire al mese…”

Tempo di lettura: 3 minuti circa
Alessandro Barban fa il barbiere da 60 anni

Alessandro lavora da quasi 60 anni vicino a piazzetta Gioia a Vicenza

Alessandro Barban, un nome una garanzia nel lavoro. La sua bottega, oggi come allora in via Lamarmora. Giorgio Sala in una foto di sessant’anni fa quando era un giovane sindaco di 36 anni

Hanno ragione a definirla “bottega storica”, perché “Il barbiere” è attiva sin dal 1958. Alessandro Barban, nel negozio al civico 143 di via Lamarmora, entra per la prima volta nel 1966 come apprendista. Ha 16 anni, è il “ragazzo spazzola” e, per l’appunto, spazzola il collo dei clienti dopo che il barbiere ha terminato taglio e rasatura. Oggi Alessandro ha 73 anni, non è più garzone da un pezzo, è in pensione da 14 anni ma non gli va di lasciare il lavoro che ha sempre amato. Il barbiere è un mestiere artigianale, fatto di tecniche e segreti che Alessandro Barban, nomen omen, conosce bene. Lui rappresenta un’epoca di cui oggi rimangono i ricordi dei più anziani e qualche foto sbiadita, ma s’è aggiornato continuamente.

Nel 1958 lei non lavorava nella barberia

“No, sono arrivato dopo. Sono partito garzone, poi diventato socio e infine titolare. Mica male, eh?”

Quando ha iniziato?

“Nel 1963, avevo 13 anni. Ho cominciato in una barberia in fondo a via Saviabona. Abitavo li vicino e ci andavo a piedi”

E come mai ha scelto proprio il barbiere?

“Per le mance. Negli anni del boom, cioè sessant’anni fa, un taglio dal barbiere costava 150 lire: neanche 10 centesimi di oggi, ma non si può fare un confronto. Allora il caffè costava 40 lire e il giornale 30, un chilo di pane 140 lire e la pasta 200 lire al chilo. Il mio primo stipendio da garzone è stato di trecento lire, ma con le mance era diventato mille. Mille lire al mese a 13 anni? Le domeniche facevo festa! Poi mi sono innamorato del lavoro e non l’ho più lasciato.”

Quanto costa oggi un taglio dal barbiere?

“Premesso che sono un barbiere tradizionale, cioè mi occupo quasi esclusivamente di shampoo e taglio, il servizio base viene 14 euro. È un prezzo onesto e competitivo. Poi se uno vuole può aggiungere le lozioni, le rifiniture a barba e baffi e così via.”

Ci si mantiene?

“Più che dignitosamente.”

Lei osserva il mondo dalla vetrina da 57 anni. Cos’è cambiato?

“Il modo in cui facciamo le cose.”

Può fare un esempio?

“Il mio quartiere è sempre lo stesso ma viene vissuto più frettolosamente, gli attrezzi del mio mestiere sono sempre gli stessi ma ora sono elettrici, i clienti sono rimasti uomini che hanno bisogno di aggiustare barba e capelli ma l’atteggiamento è diverso: pagano per un servizio piuttosto che affezionati avventori con cui poter passare del tempo.”

Si riferisce alle relazioni umane?

“Si, mi infastidisce tagliare i capelli a qualcuno che guarda lo smartphone. Non voglio sembrare retorico ma credo che riconoscere che dietro al sedile c’è una persona sia soprattutto una questione di rispetto. Quando ho cominciato io il barbiere era un vero e proprio salotto maschile. Si scherzava, si commentava l’attualità, si scambiavano opinioni e ci si dava appuntamento al taglio successivo.”

È riuscito a formare nuove generazioni di barbieri?

“Purtroppo no, ma non me la sento di biasimare i giovani per questo: i tempi sono cambiati e, se a me bastavano mille lire, per loro mille euro sono pochi. Lo sarebbero per chiunque con il costo della vita di oggi. Dall’altra parte però mi resta l’amaro in bocca. L’Italia è diventata grande e forte proprio per il suo rinomato artigianato e oggi, il nostro biglietto da visita, la nostra migliore moneta di scambio, sta sparendo. È un dato di fatto.”

Roberto Meneghini

 
 
 

Le più lette