venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Con il giallo storico “Il tesoro di Ezzelino” Giordano Dellai si candida a diventare il Dan Brown vicentino

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Il libro di Dellai si presenta stasera alla biblioteca di Sandrigo

Giordano Dellai e la copertina del suo libro

Si presenta questa sera alla biblioteca di Sandrigo alle 20.30, a cura del giornalista Antonio Di Lorenzo, l’ultimo libro di Giordano Dellai, Il tesoro di Ezzelino, edito da Attilio Fraccaro. Con il libro – che è un giallo storico, ma è anche di più – Dellai è giunto al suo settantesimo titolo, e già questo sarebbe un buon motivo per non mancare alla presentazione, perché – per fare un confronto – con questa cifra siamo ad alti livelli: senza scomodare George Simenon che scriveva 80 pagine al giorno, basti pensare che la produzione complessiva di  Isaac Asimov consta di 500 libri, vale a dire circa 10 all’anno, su per giù uno al mese ammesso che facesse vacanze.

Un giallo storico tutto vicentino dalla trama giocata su due livelli

Con Il tesoro di Ezzelino Dellai, che è anche professore di lettere al liceo Brocchi di Bassano, si candida a essere il Dan Brown del Vicentino. Il suo libro, come si accennava, è infatti un giallo storico che mescola molti ingredienti: c’è una setta, c’è un professore, c’è molta religione, c’è anche un venerabile incappucciato, c’è un omicidio nella prima pagina del libro, c’è una love story con ua giovane e bella donna (e fa venire in mente immediatamente Audrey Tautou, mica scherzi). Ma non siamo all’imitazione, tutt’altro. Dellai sa giostrare con sapienza gli ingredienti, scova una trama inedita e curiosa, conduce il lettore nel labirinto dei sentimenti e della fede, tra le inchieste giudiziarie e scomoda perfino la colonizzazione del Veneto. Se regala il libro ad Andrea Pennacchi, che del Veneto celebra la stipre, l’attore padovano troverà parecchi motivi di interesse.

Il triedro figura geometrica particolare ha un ruolo centrale nel libro

Un triedro, solido geometrico a tre facce: nel libro ha un ruolo centrale

Il racconto è giocato su due piani: da un lato le vicende sono vissute al presente, fra Venezia, Bassano e molte città del Vicentino. Dall’altro ci sono continui flashback che partono con il concilio di Nicea e proseguono, in sequenza alternata, per mille anni. Questi capitoli flashbacl sono pubblicati in corsivo, per ribadire la differenza di tempi. E’ come se in un film apparissero ogni tanto sequenze in bianco e nero.

La figura di Ezzelino III esce dal libro in una nuova luce

Al centro, naturalmente, c’è la figura del tiranno Ezzelino III da Romano, ma ci si arriva piano piano. Nel frattempo, si imparano un sacco di notizie sullo gnosticismo e sulla geografia del Veento, l’idrografia e l’onomastica, con risvolti anche comici: il vescovo di Vicenza è battezzato Imbruglia, neanche un film di Totò era così sfottente.

Si gira parecchio per le ville venete, specie nei cunicoli, i colpi di scena sono numerosi, gli enigmi altrettanto e spaziano dalle lingue pre-latine alla geometria, perfino sacra. Imparetete cos’è un triedro: alzi la mano chi, non addetto ai lavori, lo conosceva prima. Il colpo di scena finale – che non si può svelare naturalmente – vale le 300 pagine di crescita della tensione e curiosità. Questo libro è una lettura piacevole e intrigante.

 
 
 

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