venerdì, 23 Febbraio 2024
 
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Psicologa dell’Ulss trevigiana minacciata di morte

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Il caso denunciato durante un convegno sulle aggressioni ai dipendenti promosso da Cgil, Cisl e Uil

Doveva comunicare un provvedimento a un uomo accusato di molestie domestiche, è stata lei stessa minacciata, anche con un proiettile. Vittima una psicologa dell’Ulss 2 Marca Trevigiana. Il caso è emerso nel corso del convegno “Contro ogni violenza”, dedicato agli strumenti di tutela, prevenzione e benessere lavorativo riguardo alle aggressioni nei posti di lavoro, promosso da Cgil, Cisl e Uil trevigiane all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

I fatti risalgono a qualche mese fa: la psicologa, in servizio in uno dei distretti sanitari della provincia, doveva comunicare a un marito e padre violento il divieto di avvicinarsi a moglie e figli. L’uomo ha reagito in malo modo, prendendosela con l’operatrice: secondo la ricostruzione fornita durante il seminario, prima l’avrebbe minacciata con frasi del tipo “So dove abiti”, poi per chiarire le sue intenzione avrebbe depositato sulla scrivani un proiettile di arma da fuoco.

L’azienda socio-sanitaria ha avviato un’indagine interna e ha segnalato all’autorità competenti l’accaduto, che fortunatamente non si è più ripetuto. Il direttore generale Francesco Benazzi ha annunciato anche di aver aumentato il contingente di vigilates a tutela dei dipendenti nei vari ambulatori e che potranno anche essere richiesti in caso di appuntamenti con pazienti a rischio.

Paglini (Cils): “In aumento le aggressioni verso personale sanitario e docenti2

“Purtroppo stanno aumentando i fenomeni di aggressione e di violenze – dichiara il segretario generale Cisl Belluno Treviso Massimiliano Pagliniaumentano le aggressioni da parte di utenti verso il personale medico e infermieristico, come quelle di studenti verso i docenti, per questo abbiamo provato a dare, oltre a strumenti e informazioni utili anche un segnale forte a istituzioni e politica che devono aumentare presidi e controlli a tutela delle persone che lavorano nella sanità, come nelle case di riposo, nelle scuole come in tutta la pubblica amministrazione ma anche nei servizi privati”.

Nessun settore è immune da violenze e molestie nell’0ambito del rapporto di lavoro così come ci sono settori che hanno più contatti con il pubblico che stanno vedendo crescere aggressioni e violenze verso inermi lavoratori solo intenti a svolgere le proprie mansioni con responsabilità e dedizione. “La strada per formare cittadini responsabili e rispettosi di ogni persona è lunga ed impervia – conclude Paglini – quanto quella di coltivare e far crescere la cultura della parità con percorsi formativi aggiuntivi e potenziati che prevedano anche la individuazione del ‘rischio violenze e molestie’ tra quelli da prevenire in ambiente di lavoro. Solo se saremo capaci di raggiungere l’obiettivo della parità potremo sperare di combattere la cultura del maschilismo, del machismo, della prevaricazione, dell’abuso”.

 
 
 

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